SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Finalmente una voce dall’Amministrazione per quanto riguarda il servizio scuolabus, quasi certamente a pagamento da settembre 2017. Oltre agli annunci e alle voci infatti, di dettagli finora ne abbiamo avuti pochi mentre dall’opposizione hanno già fatto sapere, dal Pd a Giorgio De Vecchis, di non gradire troppo la soluzione. CLICCA QUI e QUI

Cercando di capire meglio i motivi della virata sul tema trasporto scolastico abbiamo sentito il Vicesindaco Andrea Assenti.

Assenti, da settembre si va dunque verso il trasporto a pagamento per le scuole dell’obbligo.

“Abbiamo valutato di applicare questa tariffa che verrà modulata per fasce reddituali, chi rientra in certi parametri lo paga chi non se lo può permettere non pagherà”.

Sembrano chiari gli intenti di risparmiare qualcosa sul costo del servizio, di 500 mila euro all’anno per le casse comunali.

“Al momento non possiamo sapere quante persone pagheranno e quanto andiamo a risparmiare. Non abbiamo mai avuto un parametro finora.

Come mai?

“Perché i bambini entro giugno devono prenotarsi per il servizio dell’anno scolastico successivo. Tutti si prenotano ovviamente perché sanno che è gratuito ma non tutti ci vanno . Magari c’è qualcuno che poi non ci va e occupa comunque dei posti e chi non si è prenotato magari non può più iscriversi perché il suo posto è virtualmente occupato da chi il servizio non lo utilizza.”

Quindi applicare la tariffa sarà un po’ come andare in avanscoperta?

“Questo sarà l’anno zero, vedremo quanti si iscriveranno a pagamento e quanti no. Fino ad ora si è danneggiato il servizio perché molti, pur iscrivendosi non lo utilizzavano. Invece da quest’anno vedremo quanti tra quelli che stanno sopra una certa soglia di reddito si iscriveranno e ne usufruiranno.”

Avete un’idea su quello che sarà il costo?

“Certamente sarà una tariffa annuale perché non possiamo andare ad applicare tariffe mensili. Stiamo ancora tarando quella che sarà la cifra ma posso assicurare che non stiamo certo parlando di una somma stellare. In ogni caso le quote per il servizio cambieranno a seconda delle fasce reddituali.” (Ad esempio Grottammare, con un costo del servizio di circa 400 mila euro l’anno per il Comune, applica tre tariffe da 36, 90 e 180 euro a seconda dell’Isee n.d.r). 

Dall’opposizione però si è levata più di una critica.

“Francamente mi sono sembrate critiche un po’ sproporzionate visto che, tranne che noi e pochi altri comuni, quasi tutti pagano questi servizi. In passato c’era qualcuno dell’amministrazione che era favorevole ricordo, poi si fermarono a mio avviso per questioni di opportunità politica.I dati ancora non li abbiamo ripeto, ma se oggi paghiamo 500 mila solo sapendo quante prenotazioni avremo e quindi quanti paganti, capiremo di quanto abbatteremo questi costi e con un dato certo riusciremo a migliorare le corse e la qualità generale del servizio”.

 

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