SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal prossimo settembre gli scuolabus saranno a pagamento. Sembra questo l’orientamento dell’Amministrazione per l’anno scolastico 2017-2018: una tariffa annuale che i genitori pagheranno per il trasporto scolastico dei figli e commisurata all’indice reddituale di ogni nucleo familiare. Un’ipotesi, che dovrebbe diventare realtà, che è stata sottoposta al’attenzione dei consiglieri durante i lavori della Commissione Bilancio del 10 febbraio.

Il riscontro della decisione non è però andato giù a tutti. “Il servizio scuolabus è stato gratuito per dieci anni” commenta Antimo Di Francesco “ed è stato offerto senza gravare sulle famiglie, noi consideriamo questo un fatto grave che contrasteremo con forza perché un’amministrazione dovrebbe mettere al centro i servizi rispondendo alle esigenze delle famiglie” chiosa il capogruppo dei democratici in assise. Sulla stessa riga anche Tonino Capriotti, testimone di prima mano della decisione comunicata durante i lavori della Commissione che presiede. “Invece di mettere a pagamento questo servizio” suggerisce “dovremmo cercare altre forme per coinvolgere i quartieri o le cooperative nel trasporto dei bambini”.

E tra le file del Pd c’è anche chi vede, nella decisione a quanto pare presa dall’amministrazione, delle conseguenze anche sul lato pratico. Per Paolo Perazzoli infatti “questa scelta porterà solo un aumento ulteriore del traffico davanti alle scuole perché le famiglie sceglieranno di accompagnare in auto i propri figli invece di pagare”. L’ex sindaco poi va avanti: “Invece di far pagare per questo tipo di trasporti dovremmo incentivarne l’utilizzo per non parlare poi dei metodi di riscossione della tariffa che saranno certamente costosi” chiude l’esponente del Pd.

 

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