ASCOLI PICENO – Indennità per la sospensione dell’attività produttiva a causa del terremoto anche alle Srl artigiane e commerciali, moltissime delle quali, per di più, sono imprese a conduzione familiare per le quali la mancanza di fatturato diventa anche un gravissimo problema sociale.

 L’allargamento degli indennizzi è chiesto dalla Cna di Ascoli Piceno che si è già mossa a livello di sistema nazionale Cna per raggiungere questo obiettivo. “Abbiamo speranza che questo possa accadere, così come è accaduto per l’allargamento della misura ai soci lavoratori di società di persone – spiega il direttore della Cna Picena, Francesco Balloni – confortati anche dalla condivisione ricevuta a Roma dai vertici della nostra associazione. Si tratterebbe, a nostro avviso, di una misura equa e che contribuirebbe a una ripartenza più incisiva di tutto il territorio”.

Il significato e la portata dell’azione Cna si può ben comprendere leggendo i dati elaborati dal Centro studi regionale della Cna e relativi alle attività produttive della provincia di Ascoli e, in particolare, di quelle aree riconosciute e catalogate come “cratere”.

In queste aree, che comprendono una popolazione di circa 110mila abitanti su 210mila complessivi della provincia, insistono poco più di 12mila unità produttive, su le quasi 26mila totali a livello provinciale, con una forza lavoro occupata che sfiora le 30mila unità. Ebbene. Di queste 12mila attività, il 15,9 per cento sono Srl artigiane e commerciali. Imprese che danno lavoro al 45,8 per cento del totale degli occupati nelle imprese artigiane e commerciali dell’intera area del cratere.

“Basta leggere questi dati – conclude Luigi Passaretti, presidente provinciale della Cna – per capire che senza un ulteriore ampliamento del bonus di risarcimento alle società di capitali artigiane e commerciali, resterebbero escluse oltre duemila aziende. E, cosa ancor più grave anche a livello sociale, fra queste moltissime sono vere e proprie imprese a carattere familiare. E questo vuol dire che il mancato fatturato dell’impresa mette davvero in ginocchio un intero nucleo familiare”.

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