SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un aiuto veloce, concreto e diretto agli studenti delle popolazioni terremotate. Questo è il risultato della campagna “Insieme per Arquata” della Onlus Omnibus Omnes,che il 12 febbraio 2017, alle ore 17 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto, consegnerà ben 61 borse di studio agli studenti con residenza ad Arquata del Tronto. Un evento “a porte chiuse” per creare alla comunità, da tempo sradicata dal proprio territorio, una occasione lieta di ritrovarsi insieme.

Dice la Presidente della Omnibus, Raffaella Milandri: “Le borse di studio, da 500 e da 1000 euro, sono un piccolo sollievo per le famiglie; l’evento però deve servire in primis a ricompattare una comunità sparpagliata e in attesa di ritornare alla propria terra, per ritrovare la propria identità. Quanto alla raccolta fondi per Arquata, andiamo avanti: vogliamo erogare i soldi raccolti in tempi record, in programma a breve anche un bando per dei “bonus” che incoraggino i giovani a creare nuove famiglie e ad aprire nuove attività”. Partecipa alla consegna delle borse di studio il Soroptimist International Club di Ascoli Piceno, Presidente Francesca Rossi Bollettini, che ha partecipato con 5 borse di studio per gli universitari,interverrà il Sindaco di Mason Vicentino, che ha contribuito alla raccolta. I saluti ufficiali della cerimonia saranno dati dal Sindaco di San Benedetto Piunti e dall’Assessore Baiocchi, nella occasione sarà consegnato dalla Omnibus anche una Menzione Speciale al giornalista Remo Croci, per l’impegno e il supporto dato alla popolazione terremotata attraverso una costante informazione e continue segnalazioni. Infine, Premio Arquata per la miglior foto alla arquatana Lucia Badagliacca e per il miglior libro alla sambenedettese Fania Pozielli con il suo inedito “Il secolo di Angelo”.

Commenta la cerimonia delle borse di studio l’Assessore Baiocchi: “Una encomiabile iniziativa, non solo dal punto di vista dell’aiuto economico-assolutamente considerevole- ma soprattutto dal punto di vista morale e psicologico: avere tangibile testimonianza  della solidarietà e vicinanza affettiva, di persone sconosciute eppure vicine e solidali, accelera la ripazione delle crepe dell’anima, riaccende e tiene viva la speranza che dietro le nuvole il cielo sia sempre azzurro”.

La popolazione di Arquata del Tronto, dopo i primi alloggiamenti del 24 agosto,nelle tendopoli, è ormai lontana dalla propria terra da mesi, in sistemazioni lungo la costa, e in attesa delle famose casette di legno.

La nuova scuola è pronta, ma le famiglie vivono altrove, uno dei tanti controsensi del post terremoto.  L’idea fissa per la gente arquatana è sempre là, ai piedi del Vettore: tornare al proprio paese, alla propria vita, alla propria identità. Gli ultimi irriducibili, allevatori rimasti sul territorio per accudire ai propri animali, sono stati ulteriormente provati dalle nevicate di metà gennaio. “Dicono che noi siamo forti, siamo gente di montagna. Ma dopo tre terremoti, avendo perso tutto, viviamo ancora alla giornata e non sappiamo nulla di quello che succederà. Siamo senza futuro. Finora promesse, solo promesse.  Quello della Omnibus è un supporto che ci dà un po’ di conforto”, afferma un abitante di Arquata attualmente alloggiato in una struttura alberghiera di San Benedetto del Tronto.

Nello Statuto d’Arquata del 1574 si legge una delle frasi più note legate a questo comune: «Che alcuno non se parta della terra d’Arquata e suo contado con animo de non ritornare a detta terra».

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