TERAMO – “Tornerò presto”. Così si è congedato questa mattina il premier Paolo Gentiloni dalla comunità teramana. Il presidente del Consiglio è arrivato nella sala consiliare della Provincia alle 10.30, dopo aver visitato la cittadina di Montorio al Vomano, insieme al commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, al capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso.

Una visita decisa con discrezione ma, come ha affermato al termine dell’incontro con il Presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino e con i Sindaci: “Ascoltare le esigenze dei Sindaci e anche le loro lamentele è stato molto utile; una vasta parte del Paese è stata ripetutamente colpita e la provincia di Teramo, dove si è verificata una concatenazione di eventi calamitosi,  richiede interventi specifici”.

E questo è quello che ha chiesto il presidente Renzo Di Sabatino nel suo intervento: “La delibera del 20 gennaio ha procurato incertezza e preoccupazione perché accomuna i territori delle quattro regioni colpite dal sisma. I numeri, degli sfollati, delle imprese chiuse o danneggiate, delle richieste degli ammortizzatori sociali in deroga, delle strade e dei versanti gravemente compromessi, le quattro vittime disegnano, purtroppo, una specificità tutta teramana. Ci aspettiamo che i provvedimenti attuativi ne tengano conto”.

Ha chiesto lealtà istituzionale, Di Sabatino: “Non facciamo la lista della spesa, ma le faremo avere report corretti e dettagliati, perché non dobbiamo recuperare solo i danni materiali ma quelli d’immagine e quelli di fiducia verso un territorioro martoriato. Non vogliamo avere un trattamento di favore ma il riconoscimento che sisma, terremoto e mancanza di energia elettrica per giorni ci hanno messo nell’impossibilità di organizzare al meglio i soccorsi e che anche ora continuo ad avere paesi isolati a causa delle continue frane ”.

La chiosa è stata dedicata alle scuole e alla loro sicurezza: “Noi e i Sindaci ci prendiamo le nostre responsabilità ma vorremmo lealtà e correttezza anche dagli altri livelli istituzionali, non è possibile che mentre noi ci assumiamo la responsabilità di tenere aperte scuole non adeguate simicamente altre istituzioni  fanno le pulci a quello che stiamo facendo chiedendo solo carte su carte”.

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