SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cambio della guardia al Centro Operativo di Accoglienza allestito presso l’ex scuola Curzi di via Golgi: dopo cinque mesi di lavoro, i funzionari e il personale del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri lasciano la città per affidare l’attività del COA alla Protezione civile della Regione Marche e ai volontari del Gruppo comunale di San Benedetto.

Questa mattina lo staff di Palazzo Chigi guidato dal dr. Lorenzo Alessandrini, referente per l’assistenza dei terremotati sin dalle primissime ore successive alla scossa del 26 agosto, è stato ricevuto in Municipio dal sindaco Pasqualino Piunti: “Abbiamo voluto ringraziare il Sindaco per come San Benedetto ha accolto noi, ma soprattutto i terremotati – ha detto Alessandrini – sin dai primissimi giorni successivi al terremoto di agosto siamo stati subissanti di offerte, tutte formulate a titolo completamente gratuito, di beni e servizi provenienti da imprese del territorio. Ogni esigenza per queste persone strappate dall’oggi al domani alle loro abitudini e alle loro case, è stata soddisfatta grazie al grande cuore di questa città. In parallelo, abbiamo avuto il più ampio e professionale supporto da parte della struttura tecnica del Comune”.

L’ottima prova data da San Benedetto, dai volontari e da tutti coloro che sono stati chiamati a dare il loro contributo è confermata dal fatto che la Regione Lazio, pur avendo la possibilità di avocare a sé la gestione dei rapporti con i suoi cittadini terremotati, ha deciso di continuare ad affidarsi alla struttura di Protezione civile marchigiana.

“Quello che originariamente fu un naturale atto di solidarietà verso Accumoli ed Amatrice a cui ci legano intensi e antichi rapporti – spiega il sindaco Piunti – è diventato col passare delle settimane un vero e proprio “Sistema San Benedetto” per l’accoglienza di tante altre persone provenienti da altre realtà che, complice il ripetersi delle scosse, sono diventate loro malgrado anch’esse ospiti della città”.

“E’ un modello che ha funzionato molto bene nonostante l’appartenenza a regioni diverse – ha detto ancora Alessandrini accomiatandosi dal Sindaco – e non sarebbe sbagliato lavorare perché possa essere replicato anche altrove, ovviamente a scopo preventivo, questo abbinamento tra diverse realtà municipali pronte a darsi sostegno reciproco in caso di bisogno”.

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