SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuovi sviluppi sulla questione relativa alla nomina di Roberto De Berardinis al Comando della Polizia Locale. Dopo il comunicato degli uffici di Viale De Gasperi che ieri annunciava l’inidoneità (accertata da visita medica) del dirigente a ricoprire il ruolo, anche oggi non sono mancati alcuni strascichi alla vicenda tra le dichiarazioni di Roberto Benigni (Associazione Nazionale Vigili Urbani) e la replica di Piunti. (CLICCA QUI).

Proprio De Berardinis, sulla cresta dell’onda della cronaca locale in queste ultime ore, ha deciso di rompere il silenzio e sfogarsi con un lungo post sulla sua pagina Facebook. Sentito da Riviera Oggi il dirigente dichiara: “Ho sempre pensato che l’Italia fosse il paradiso dei furbi e l’inferno degli onesti, se una persona si comporta onestamente rimane solo contro tutti o ignorato da tutti. Quello del dirigente pubblico è un mestiere che non ti fa godere di nessuna considerazione e se sei onesto dai fastidio” dichiara laconicamente De Berardinis che puntualizza poi di avere poco da aggiungere rispetto allo  sfogo social di cui è stato protagonista.

Ecco quindi che riproponiamo il testo integrale che De Berardinis ha pubblicato:

“Certamente non fregherà niente a nessuno, anzi è possibile anche che le mie parole vengano ad arte manipolate e strumentalizzate, e poi usate contro di me, ma ho voglia di urlare al vento le considerazioni che seguono. Ne ero perfettamente consapevole, ma vi assicuro che mi ha fatto veramente schifo constatare, che essendo stato costretto da varie circostanze a calpestare il mio diritto soggettivo alla privatezza e quindi rendere pubblico, un dato ontologicamente riservato, e cioè, il mio non buono stato di salute, nessuno, e ripeto nessuno, dei dipendenti del Comune di San Benedetto del Tronto ha trovato un minuto per esprimermi un minimo di solidarietà e considerazione, almeno formale. Ciò la dice lunga sul livello di considerazione sociale e professionale attribuito ai dirigenti pubblici nel nostro Paese. Ma ancor di più prova come un dirigente pubblico se preparato ed onesto è semplicemente detestato e deriso nel proprio luogo di lavoro, ove viceversa sono rispettati, per convenienza e/o timore, e fanno carriera unicamente personaggi furbi, impreparati e maneggioni, graditi ai politicanti di turno. Comportarsi in maniera onesta e trasparente per un dirigente pubblico in questo Paese non solo è assolutamente svantaggioso e difficile ma è addirittura una impresa eroica e autolesionista, per di più ignorata da tutti: dalla stampa, in primis, dalla magistratura, dalle autorità, dai sindacati e dalla opinione pubblica, che considerano il lavoro di dirigente pubblico meno di zero. avv. Roberto De Berardinis segretario comunale e dirigente pubblico dal 11 agosto 1986.”

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