SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Celebrazione in Riviera.

Nel pomeriggio di venerdì 3 febbraio, con inizio dalle ore 17.30, si è svolto l’incontro pubblico, con ingresso libero, nella sala consiliare per San Biagio e la celebre festa dei funai.

Dopo i saluti del sindaco Pasqualino Piunti e l’introduzione dell’assessore alla cultura Annalisa Ruggieri, il responsabile dell’Archivio storico comunale Giuseppe Merlini ha illustrato il “Percorso dei funai” mentre Marcello Falcioni e Francesco Perotti, della ditta “Perotti cavi”, hanno portato la loro testimonianza di funai. Presente anche il Comandante Gennaro Pappacena della Capitaneria di Porto sambenedettese.

Piunti ha affermato: “E’ importante mantenere memoria e tradizione. E’ compito dell’amministrazione tramandare tutto ciò. Vedere coinvolti tanti bambini è bellissimo. Festa di San Biagio rappresenta i funai perché fu martirizzato con i loro arnesi da lavoro. I loro strumenti servivano per collaborare con la marineria. Dobbiamo rinverdire tradizione. Sono orgoglioso di rappresentare la comunità in questa celebrazione”.

Pappacena ha dichiarato: “Sono felice di partecipare a questo incontro. Vivo ogni giorno l’ambiente portuale e comprendo fatiche e sacrifici di qualsiasi elemento. I funai facevano parte della vita marittima e contribuivano all’economia. Importante non trascurare tradizione e storia. Vedere i ragazzi coinvolti è entusiasmante”.

Ruggieri ha aggiunto: “Sono contenta della vostra gremita presenza. Grazie alla Perotti Cavi abbiamo coinvolto l’intera comunità per celebrare questa tradizione. Ringrazio oltre al sindaco e al comandante, la famiglia Perotti, le scuole, i bambini e i suoi familiari. I funai caratterizzavano la città come altri membri della comunità sambenedettese. Avevano un legame profondo con mare e famiglia. Ricordiamo il passato per comprendere il presente e guardare al futuro”.

Merlini ha illustrato il mestiere del funaio e la sua celebrazione: “Questa festa ha poco piu’ di cento anni. Altari presi dalla vecchia chiesa San Filippo di Ascoli e uno tra questi ‘dato’ a San Biagio. Festa che vuole rendere giustizia al mestiere dei funai”.

Si sono esibiti con poesie in vernacolo, i bambini della Scuola “A. Marchegiani”, coordinati dalle insegnanti Maria Tozzi e Francesca Pelletti, che hanno intonato anche la canzone dialettale “Vòta tónne, tónne” scritta dall’insegnante Rita Spaletra. Ad allietare il pomeriggio, intermezzi musicali con il “Coro polifonico folkloristico sambenedettese” dell’ISC Centro diretto dall’insegnante Giuseppina Palestini.

ISC sambenedettesi protagonisti con alcune prime medie anche nella mattinata del 3 febbraio con la visita del “sentiero dei funai” presso la ditta “Perotti Cavi”di via Amerigo Vespucci (estremo nord-est del territorio comunale). Una visita, con la partecipazione del sindaco Piunti e dell’assessore Ruggieri, che è stata un’opportunità per i ragazzi di apprendere, conoscere ed ammirare tutte le fasi di produzione dell’affascinante quanto faticoso mondo dei funai.

L’arte del funaio a San Benedetto del Tronto fa parlare di sé già da metà ‘700 ma prende decisamente piede negli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale parallelamente con l’impetuoso sviluppo della pesca. La canapa è infatti il materiale fondamentale per la realizzazione di funi e reti, prima dell’avvento dei materiali sintetici. I funai erano in maggior parte concentrati lungo il greto del torrente Albula e il loro ruolo era parte integrante di un ciclo di lavorazione estremamente articolato e che iniziava appunto dai “canapini”, coloro che avevano sulle spalle la parte più faticosa, e anche più insalubre viste le fibre rilasciate nell’aria dalla canapa, del processo produttivo.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 925 volte, 1 oggi)