SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In Consiglio Comunale va in scena un “mezzogiorno di fuoco”. In realtà è passato qualche minuto dalle 12 quando in assise si introduce il tema “Multi Servizi”. I Consiglieri sono infatti chiamati a votare una delibera di novembre contenente la decisione della Giunta di affidare alla “Multi Servizi”, partecipata del Comune, la gestione dei servizi cimiteriali e delle aree verdi, due compiti fino ad oggi assolti dalla “Cooperativa Hobbit”, una cooperativa tecnicamente detta di “tipo B” ovvero che utilizza una forza lavoro costituita principalmente da soggetti disagiati o portatori di handicap.

Ricostruiamo la vicenda

Pellei vs Gabrielli

In realtà, che i toni sulla questione si facessero più accesi, era abbastanza preventivabile. Per tutto quello che è successo, proprio attorno a questa vicenda, nelle scorse settimane. Tutto nasce una decina di giorni fa quando Domenico Pellei (Udc) porta all’attenzione della stampa le intenzioni dell’amministrazione parlando di “schiaffo al mondo delle cooperative sociali” LEGGI QUI.

Il giorno dopo non tarda ad arrivare la replica di Bruno Gabrielli, esponente di Forza Italia e Presidente del Consiglio Comunale che assicura che il passaggio dei servizi alla partecipata è motivato da un “risparmio di 25 mila euro per le casse comunali”. Gabrielli poi garantisce che la funzione sociale sarà salva, assicurando che la Multi Servizi assumerà persone svantaggiate. L’azzurro infine commenta: “Non cambierà nulla, tranne che i servizi non saranno più gestiti dalla cooperativa presieduta dal fratello del Consigliere Pellei”. CLICCA QUI 

La nota stampa dell’opposizione

Proprio queste ultime esternazioni di Bruno Gabrielli portano qualche giorno dopo l’opposizione a firmare congiuntamente (o quasi visto che la firmano tutti i capigruppo tranne Marco Curzi) una nota stampa in cui si accusa Gabrielli di non essere imparziale. CLICCA QUI.

Le polemiche di De Vecchis

Anche Giorgio De Vecchis ha il suo da dire sulla questione e dichiara di “ritenere la scelta soltanto politica e non economica” come asserito giorni prima dallo stesso Gabrielli con cui De Vecchis ha anche un piccolo diverbio in conferenza dei capigruppo. LEGGI QUI.

Esplode tutto in Consiglio Comunale

Dopo le vicende delle scorse settimane il Consiglio Comunale di sabato diventa dunque il teatro perfetto per far esplodere tutta la tensione accumulata. In un climax degno dei migliori thriller hollywoodiani.

Quando si apre la discussione sull’argomento Multi Servizi il tenore degli interventi è da subito acceso ma si concentra principalmente sui concetti di funzione sociale e risparmio senza che la discussione vada fuori dalle righe e dai confini della normale dialettica politica. Una prima “miccetta” viene però accesa da Antimo Di Francesco che lancia una stoccata a Gabrielli col democratico che stigmatizza le esternazioni dell’azzurro sul fratello di Pellei, etichettandolo come “fatto grave”.

Il culmine della tensione si raggiunge però quando interviene il Consigliere Emidio Del Zompo che fa più volte riferimento a Domenico Pellei e al ruolo di suo fratello, presidente della “Hobbit”, parlando di “conflitto di interessi” e ancora di “intenzione di favorire il fratello”.

A questo punto sono durissime le reazioni degli altri consiglieri con Del Zompo che è costretto a interrompere la lettura del suo discorso fra De Vecchis che urla alla “vergogna” e lo stesso Pellei, chiamato personalmente in causa, che parla di “estremi per una querela”. Non mancano, in un clima non troppo istituzionale, le accuse a Bruno Gabrielli. De Vecchis in particolare sembra il più tarantolato: “Non può permettere questo in un Consiglio Comunale” tuona il consigliere rivolgendosi all’emiciclo e ancora: “Un Presidente del Consiglio dovrebbe garantire i diritti di tutti i consiglieri”.

In un ambiente ormai caldissimo anche Piunti prova a intervenire per spegnere le fiamme, in realtà quando però il grosso dell’incendio si era consumato, col discorso del primo cittadino che fa da preludio al voto sulla delibera. Per la cronaca il provvedimento viene approvato con 15 voti favorevoli e 7 contrari anche se, in una mattinata di fuoco e di scintille, passa quasi in secondo piano.

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