SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In un auditorium Tebaldini carico di ascoltatori si tiene, il 27 gennaio alle 16.30, una delle riunioni più sentite che il gruppo Ambiente e salute abbia mai organizzato. Forse, purtroppo, la più sentita, considerato il tema: terremoto e stoccaggio gas.

Purtroppo, infatti, l’interesse e gli interventi sarebbero dovuti arrivare prima delle tragedie. “La colpa è anche dei cittadini – interviene infatti Canafogliaad ogni riunione sarebbe dovuto intervenire un fiume di persone“. “Il silenzio, oltre che la corruzione, sono i problemi degli italiani – prosegue l’avvocato di Unione consumatori  – è necessario fare prevenzione”. Dello stesso parere anche il professore Emanuele Tondi: “La prevenzione deve essere chiesta dai cittadini“.

“La programmazione deve diventare un intervento sul territorio, è inutile valutare la sicurezza della singola casa” evidenzia il geologo Franco Ortolani. Ed è alla luce di queste parole che va interpretato l’intervento di Fabio Cortellesi, un terremotato di Capodacqua. “Io ero di quel paese, oggi non esiste più. Abbiamo visto case pericolanti crollare sulle altre che erano in piedi“. Dunque diventa di primaria importanza la”struttura in grado di analizzare il complesso del territorio” voluta da Ortolani. “Dal 24 agosto ci viene impedito di accedere alle nostre case a causa delle macerie – prosegue Cortellesi – se chiediamo l’autorizzazione a rimuoverle ci viene negata e chi viene pagato per darci una mano non lo fa. Siamo abbandonati, solo la solidarietà ha funzionato. I soldi inviati con gli sms non li abbiamo visti, così ci siamo doviti ingegnare e abbiamo avviato l’iniziativa Aiutaci ad aiutare” conclude il Fabio Cortellesi.

Al telefono intervengono anche Petrucci e Pirozzi, sindaci di Accumoli e Amatrice. Parole durissime del primo: “La situazione resta quella emergenziale della prima fase. Abbiamo evacuato il 90% del paese, restano solo una quarantina di allevatori“. Al termine della chiamata replica il professor Tondi: “Dopo due giorni avevamo già individuato le aree per la ricostruzione, fa male sentire che la situazione resta uguale dopo cinque mesi”. Il sindaco di Amatrice spiega invece il procedimento per dare costruire e assegnare le casette nel suo paese. “Dovremo essere bravi a garantire una ricostruzione ex novo secondo parametri rigorosi. Il procedimento è lungo per evitare la corruzione“. Lungaggini burocratiche che però vengono mal digerite da chi dopo cinque mesi resta, stando alle parole di Fabio Cortellesi, come “un morto che cammina”.

Interviene quindi l’avvocato Canafoglia sullo stoccaggio gas a San Benedetto: “è una bomba che vogliono mettere sotto la città usando documentazione fasulla. Inutile dire di no alle polemiche, non staremo zitti ma combatteremo ogni giorno contro i predoni dentro ai Ministeri che oggi sono più rapaci che mai nel prendere quel poco che è rimasto”.

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