Sto coi sindaci, non sto con i governi.

Sto coi sindaci, gli assessori, i volontari di ogni tipo che non dormono, che corrono, che faticano, che non si lamentano.

Sto coi sindaci, gli assessori, i volontari che usano i social per informare e non per offendere, che hanno una parola di cordialità per tutti, che non si abbattono e che sorridono a chi non ce la fa più.

Sto coi sindaci, gli assessori e i volontari che non mollano, che passano ore al telefono per coordinare e per cercare di convincere quante più persone possibili, che si prendono responsabilità sapendo che ad una minima svista o errore ci potrà essere qualcuno che potrà denunciarli e macchiarne per sempre il futuro.

Sto coi sindaci, gli assessori e i volontari che spalano la neve, che chiudono o aprono le scuole e decidono in pochi minuti, che prendono insulti se chiudono e non nevica, o se non chiudono e poi nevica.

Sto coi sindaci, gli assessori e i volontari che devono rispondere delle buche sulla strada dopo una pioggia violenta, degli smottamenti, delle slavine, dei black out.

Sto coi sindaci, gli assessori, i volontari che vengono insultati per strada o al telefono perché la neve è alta due metri e nessuno è arrivato alla porta di casa, e magari viene voglia di mollare tutto e invece si continua.

Sto coi sindaci, gli assessori, i volontari perché se magari li critichiamo, li contestiamo, ma sono con noi, ci rappresentano, fanno parte della nostra società.

Non sto con i governi. Non con il Governo Italiano, non con il Governo Europeo.

Non sto con il Governo Italiano che oramai non esiste più se non nella sua auto-rappresentazione istituzionale. Non sto con il Governo Europeo che esiste ma non ci rappresenta né mai potrà farlo.

Non sto con il Governo Europeo che è scientemente programmato per indebolire i territori, trasferire risorse dai poveri ai ricchi, ridurre le idealità, passioni. Non sto con il Governo Italiano che tradisce la Costituzione sulla quale giura e serve la finanza europea e le grandi imprese continentali anziché i cittadini.

Non sto con il Governo Europeo che consente la regalia di 1000 miliardi alle banche in un anno e poi ne chiede altri 3,4 agli italiani. Non sto con il Governo Italiano che esiste ormai solo come esattore fiscale in nome dello Stato con moneta privatizzata.

Non sto con il Governo Italiano che taglia le risorse per le strade, per la manutenzione del territorio, per le costruzioni e ricostruzioni antisismiche, che lascia milioni di persone disoccupate dicendo che non ci sono soldi quando abbiamo bisogno di infinito aiuto e lavoro nella ricostruzione, nelle aree del terremoto come nel resto d’Italia. Non sto con il Governo Europeo che impone un limite al denaro che può essere investito, e così rende schiavi milioni di cittadini.

Non sto con il Governo Italiano che in cinque mesi è riuscito a consegnare poche casette di legno nonostante un gran parlare di ministri, primi ministri, presidenti di regione e commissari straordinari. Non sto con il Governo Europeo che offende la nostra terra non manifestando solidarietà né con gli scritti, le azioni, né con la presenza: neanche un commissario europeo è venuto nella nostra terra a parlare con i cittadini colpiti dal terremoto per capire di cosa avevano bisogno. Me ne vergogno per loro.

Non sto con il Governo Italiano che taglia personale nei piccoli comuni, toglie le Province, i tribunali, riduce le Prefetture, le Camere di Commercio, gli ospedali, le scuole, le università. Riduce i fondi per acquistare macchinari, spazzaneve, per assestare le strade comunali e provinciali e statali, privatizza i servizi energetici che poi vanno in tilt. Non sto con il Governo Europeo che felice osserva l’obbedienza di un Governo Italiano che non esiste più.

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