SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dieci anni dopo, stesso obiettivo o quasi: allora, arrivato a gennaio alla corte di mister Ugolotti in una Samb che iniziava a stupire dopo un avvio disastroso, fu l’esordio tra i professionisti e l’inizio di una buona carriera; oggi, più maturo, San Benedetto rappresenta per lui una ripartenza. Fabrizio Grillo, classe 1987, ha dalla sua anche una presenza in Serie A con il Siena con una rete realizzata (a Napoli), ma anche, purtroppo, diversi infortuni che ne hanno compromesso la carriera.

“Già a 15 e 16 anni mi sono operato due volte ai crociati, e l’ultima un anno e mezzo fa” spiega ai cronisti durante la presentazione alla stampa. Sembrava che a San Benedetto dovesse arrivare in prova per qualche giorno ma la società ha deciso di tesserarlo subito: “Fisicamente sto bene anche se a Pavia ho giocato poco per l’infortunio, mentre a Livorno vi sono state incomprensioni. Ma sto bene da oramai sei mesi e sono pronto a dimostrarlo”, spiega.

Una carriera, fino ad ora, trascorsa in buona parte in Serie B anche con discreti risultati, ma “i miei procuratori, Luca Pennacchi in particolare, mi hanno spronato a venire qui a San Benedetto perché la ritengono l’ambiente ideale. Io conosco bene la città, ricordo dieci anni fa grande entusiasmo e conosco la passione della tifoseria. In più ho trovato un presidente Fedeli molto grintoso così come l’avvocato Andrea Gianni, mi sembra una situazione migliore rispetto a quando lasciai San Benedetto a livello societario” aggiunge.

Terzino sinistro, quindi va ad occupare un ruolo che vede nella rosa rossoblu capitan Pezzotti e N’Tow: entrambi, però, altalenanti nelle prestazioni, per motivi diversi: “Ho sempre giocato come terzino destro, solo a San Benedetto talvolta mister Ugolotti mi schierava come esterno d’attacco, con alle spalle Varriale” ricorda.

Grillo ieri ha incontrato il nuovo allenatore Sanderra e i compagni: “Ho giocato con Fioretti nelle giovanili nazionali ai tempi della Roma e con Damonte a Varese, dove perdemmo la finale play off per la Serie A con la Sampdoria. Ma ho visto un gruppo sano, motivato. So che c’è stato l’avvicendamento di un allenatore molto amato dalla tifoseria, ma la pressione su noi calciatori non ci deve intimorire, sono sicuro che tutti daranno sempre il massimo, l’ambiente è serio”.

E se il gol in Serie A al Napoli “fu tra l’altro di buona fattura e a volte me lo sogno ancora”, Grillo ricorda anche “un Samb-Avellino, con i campani primi in classifica e sconfitti a San Benedetto con gol del mio compagno romano Simonetta, e uno stadio pieno e sempre arrembante: è uno dei ricordi che ho sempre portato con me, chissà che non sia possibile riassaporare le stesse emozioni”.

Chissà.

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