L’ordine di acquisto dei 5 VeloOK

CUPRA MARITTIMA – Una tempesta in uno speed check. Fosse almeno un’autovelox… Neologismi a parte, il sindaco di Cupra Marittima Domenico D’Annibali risponde ai molti interrogativi che i primi giorni del 2017 si sono riversati sull’amministrazione cuprense dentro e fuori la cittadina da lui guidata. Il tema quello degli apparecchi per la rilevazione della velocità dei veicoli stradali, e delle conseguenti multe se non vengono osservati i limiti di velocità.

Cinque i nuovi dispositivi, che si aggiungono a due che nel frattempo sono divenuti di proprietà del comune di Cupra Marittima. I nuovi sono ubicati sulla Statale all’incrocio con via Roma, all’incrocio con via Capriotti, all’incrocio per contrada Montevarmine, alla Val Menocchia e in Contrada Boccabianca. Altri due sono posizionati all’ingresso della Statale 16 arrivando da sud e sempre sulla Statale al bivio dei Santi.

Sindaco, quanto costano gli speed check?

“La decisione di rinnovarli è stata presa con determina del corpo della Polizia Municipale dello scorso 7 giugno. Abbiamo trovato conveniente l’offerta della ditta Globex Mvr di Perugia, la quale prevede il pagamento di 200 euro mensili più Iva per il noleggio di cinque box VeloOK per la durata della convenzione, due anni, quindi con 4.800 euro i VeloOk diventano di nostra proprietà. Tuttavia gli speed check non svolgono il lavoro di sorveglianza 24 ore al giorno: è necessario infatti noleggiare un apposito apparato di rilevamento, altrimenti il dispositivo non è funzionante. Questo avviene alla presenza di un addetto specializzato della società e, nelle vicinanze, di una pattuglia della polizia municipale. Il costo di questo noleggio è di 60 euro l’ora di giorno e 100 euro l’ora di notte, più Iva. Inoltre, in caso di assistenza a tutte le operazioni di verbalizzazione, si ha un costo di 16 euro più Iva per ogni sanzione”.

Cosa risponde a chi afferma che queste decisioni sono prese per aumentare gli introiti comunali, piuttosto che per aumentare la sicurezza stradale?

“Gli speed check non sono autovelox. Se avessimo voluto far cassa, avremmo affittato gli autovelox che lavorano 24 ore su 24 e multano anche a chi va a 53 all’ora. Gli speed check hanno un’altra funzione, che è quella della deterrenza. Sono ben visibili e l’automobilista è portato a rallentare non appena li vede. Tanto più quando chi guida sa che in quel territorio ci sono questi dispositivi”.

Avete riscontrato una effettiva deterrenza nei confronti degli automobilisti?

“Cupra ha una conformazione particolare, perché è interamente attraversata dalla Statale 16 che è l’unica strada che va da sud a nord. Ma anche in altre zone, come a Villa Santi, i residenti mi chiedono spesso di prendere misure di precauzione, perché i limiti di legge si devono rispettare perché la vita umana è sacra e non possiamo consentire che si metta a rischio la propria e quella altrui. Invece c’è chi se ne infischia. Ovviamente nella passata convenzione, alle identiche condizioni dell’attuale, abbiamo riscontrato maggiore attenzione da parte degli automobilisti”.

Non vi sono state variazioni nelle entrate per multe con l’introduzione degli speed check?

“Va fatto notare che prima del nostro insediamento la gestione degli introiti delle multe era appannaggio di una società privata poi fallita, quindi c’è difficoltà a conoscere l’esatto importo. Cupra attualmente ha un incasso di circa 100 mila euro l’anno per le infrazioni stradali, il che è nella norma dei comuni della zona. Chi afferma che vogliamo fare cassa, non sa cosa dice. Le entrate delle multe non bastano a coprire le spese aggiuntive per la sicurezza: d’estate abbiamo tre vigili stagionali e il corpo della Polizia Municipale garantisce sorveglianza fino alle 2 di notte, con grandi benefici”.

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