FERMO – Il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fermo nella prima mattina del 5 gennaio ha dato esecuzione ad un provvedimento cautelare del divieto di dimora nei comuni di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio emesso dall’Autorità Giudiziaria di Fermo nei confronti di un cittadino di 38 anni perché ritenuto responsabile dei reati di rapina impropria e porto ingiustificato di un coltello a serramanico: fatti accaduti a Lido Tre Archi la sera del 19 novembre 2016.

Nella sera del 19 novembre scorso personale del Commissariato era intervenuto presso un noto bar di Lido Tre Archi dove un giovane italiano (un ragazzo di 22 anni del Maceratese) aveva subito un’aggressione e la rapina del proprio telefono cellulare. Gli agenti giunti sul posto apprendevano dal giovane rapinato che poco prima, verso le ore 23,  mentre si trovava il gazebo del bar un cittadino di etnia africana che aveva strappato di mano il proprio telefono cellulare, marca Wiko.

Il ragazzo aveva quindi seguito l’autore del fatto all’esterno del locale chiedendogli la restituzione di quanto sottratto. Il marocchino per tutta risposta aveva estratto dalla tasca dei pantaloni un coltello a serramanico, con il quale aveva iniziato a minacciarlo, puntandolo all’altezza dello stomaco e intimandogli di andare via, cosa che poi il rapinato aveva fatto.

Dopo poco sul posto era giunto un amico del giovane rapinato al quale quest’ultimo aveva indicato l’autore della rapina che era rimasto nei pressi. A nulla valsero i tentativi fatti dall’amico della vittima  a farsi restituire quanto sottratto.

Sulla scorta dell’intervento fatto dal personale della Volante venivano immediatamente attivate le attività d’indagine da parte dell’Anticrimine del Commissariato che, presa visione delle immagini estrapolate dal sistema di videoripresa a circuito chiuso esistente nel bar, oltre ad avere conferma della versione così come prospettata dalla vittima, riconosceva, senza ombra di dubbio alcuno, nelle immagini ritraenti l’autore della rapina impropria il volto del marocchino che, sulla scorta di questi elementi ed altri acquisiti nel corso delle indagini veniva denunciato alla Procura di Fermo.

Il Gip di Fermo, sulla scorta della bontà degli elementi probatori raccolti e facendo propria la richiesta del Pm, emetteva nei confronti del marocchino la misura cautelare personale (divieto di dimora nei comuni di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio).

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