SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Nel centrosinistra, inteso in senso allargato, non c’è più quella sintonia di inizio mandato amministrativo. Alcune esternazioni dell’Udc assieme alla scelta, sempre sottolineata, di ricorrere al Tar separati dal Pd e unitamente all’uscita recente di Marco Curzi da “Rinnovamento e Progresso” sono tutti sintomi di una malattia che non si manifesta per la prima volta nell’area oggi all’opposizione.
A serrare le fila allora ci prova Flavia Mandrelli, consigliera eletta nella lista “Uniti per San Benedetto” che rammenta, in quella che è quasi una lettera aperta al centrosinistra, come il progetto politico sia nato con l’ intento di unire. “Unire nell’impegno politico, sociale, culturale tutti coloro che sentono come doveroso e “nobile” il  partecipare in prima persona alla vita delle istituzioni” commenta Mandrelli che poi richiama a obiettivi comuni in tema sociale, ambientale e culturale.
La consigliera teme forse che il percorso intrapreso possa interrompersi, anche alla luce delle imminenti elezioni provinciali e allora richiama i suoi ideali “compagni di viaggio” al rispetto e a quei tratti distintivi delle aree di sinistra visto che il politico si dice “profondamente convinta che in comune con le altre componenti del centrosinistra ci sia qualcosa di molto più  importante dei piccoli litigi o degli egoismi personali” ovvero, prosegue ” l’ idea di una società più  equa, rispettosa dei diritti di tutti, una società  aperta al confronto. Una società davvero aperta.”
Per la Mandrelli dunque ci sono sfide e argomenti più importanti (“maiora premunt” scrive n.d.r.) delle piccole divisioni, alla luce anche della contrapposizione ideologica con la guida amministrativa della città “uomini e donne una visione del mondo e degli equilibri sociali diversa dalla nostra.”
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