SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Potrebbero essere parole sentimentali, perché tutti i sambenedettesi sono affezionato ad Ottavio Palladini, “uno di noi”, per tutto quello che ha fatto per la Samb in questi anni. L’ultima bandiera rimasta coi colori rossoblu, e non scherziamo.

Anche nelle sette partite senza vittorie che hanno portato la Samb dai vertici della classifica ad una posizione di rincalzo, non troviamo gravi errori nella direzione tecnica. Anche perchè i punti deboli della squadra sono tali che le decisioni dell’allenatore sono molto vincolate, in particolare per la situazione dell’attacco. E se si vanno a vedere le due sconfitte contro Padova e Maceratese, si tratta di infortuni che accadono, nel calcio, ma denotano comunque un impianto di gioco e quindi anche tecnico da non buttare.

Franco Fedeli è un uomo passionale, senza peli sulla lingua, tifoso della propria squadra e sempre desideroso di vincere. Nessuno può contestarlo per questo.

Crediamo però che prima di qualsiasi decisione sulla squadra e su Palladini, sia auspicabile che vi sia un confronto schietto con il presidente rossoblu, una condivisione di obiettivi e un rilancio ulteriore. A volte persino ciò che potrebbe sembrare logico e razionale non è invece utile perché va a toccare quel patrimonio immateriale di conoscenze, relazioni e ambizioni di cui anche una squadra di calcio, con tutto ciò che le ruota attorno, è portatrice.

Nulla è più sbagliato che una scelta avventata.

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