MONTEPRANDONE – Giovedì 22 dicembre l’associazione “Segui la cometa” ha aperto le porte per uno speciale anteprima della mostra dei presepi, a Palazzo Parissi. Quaranta bellissime natività artigianali, curate nei minimi dettagli, realizzate da privati e allievi dell’accademia d’arte presepiale, saranno ufficialmente aperte al pubblico a partire dalla sera del 24 dicembre.

L’accademia, che fa capo al presepista Giovanni Rosati, è molto giovane; inaugurata solo quattro anni fa, ha già raggiunto notevoli risultati, sia nella preparazione degli allievi che nella condivisione e nello scambio con altre associazioni. L’attuale mostra, infatti, ospita non solo opere locali, ma anche finissimi pezzi provenienti da diverse altre regioni, tra cui Lazio e Veneto. Uno squisito senso della prospettiva si nota, in particolare, nel presepe veneziano, che riproduce fedelmente il portico della Ca’ d’Oro.

Le natività di Monteprandone, comunque, non sono da meno: a partire da blocchi di gesso e pannelli di polistirene, allievi e maestri presepisti hanno modellato, scolpito e dipinto scenari curati in ogni dettaglio, dalle mura di mattoni alle teste delle fontane storiche.

Fiore all’occhiello non poteva che essere il presepe dello stesso Rosati, ambientato proprio nel centro storico di Monteprandone. La scena, spiega l’autore, fa parte di un trittico; in tre anni, sono state realizzate tre miniature di tre diverse vie del paese. Da quest’anno le opere saranno considerate inseparabili, e dovranno essere esposte sempre insieme.

Se l’accademia è un progetto recente, l’esposizione annuale dei presepi locali è invece già arrivata al suo ventitreesimo anno di vita. Inizialmente era nata come un evento per bambini: agli alunni delle scuole elementari veniva chiesto di riunirsi in gruppi per realizzare simpatici presepi a tecnica libera; il più bello, poi, riceveva una menzione speciale. In seguito, il concorso fu trasformato in un’esposizione per adulti.

L’associazione “Segui la cometa”, oltre ad allestire la mostra, ha anche promosso la collaborazione con tutte le parrocchie della zona, per creare un vero e proprio percorso di Natale. Ogni chiesa di Monteprandone, ad oggi, ha un suo presepe da mostrare al pubblico; notevole è la raccolta conservata nel Santuario di San Giacomo della Marca, che costituisce il punto di maggiore interesse. Grazie al lungo e laborioso impegno di Padre Nicola Iachini, rientrato dal Belgio dopo quarantun anni, nel chiostro del convento è ora possibile ammirare la bellezza di 715 presepi, provenienti da tutto il mondo. Una collezione superba e variegata, da non perdere.

Appena fuori da Palazzo Parissi, infine, c’è un’ultima colorata attrattiva: si tratta di una grande piramide di mattoni, disposti a forma di abete. E’ l’Albero della Speranza, un simbolo del desiderio di ricostruzione post terremoto. I bambini dell’ISC di Monteprandone hanno meticolosamente dipinto ogni mattone con facce sorridenti, belle case, arcobaleni, per augurare un futuro felice ai loro coetanei terremotati. Al termine delle festività, l'”albero” verrà smontato, ed i mattoni donati ad Arquata e ad altri comuni colpiti.

Le mostre sono state realizzate con il contributo dell’associazione Segui la cometa, Monsignor Eugenio Massi, il Santuario di San Giacomo e la Pro Loco di Monteprandone.

L’esposizione del Santuario rimarrà aperta dal 24 dicembre al 20 gennaio, mattina e pomeriggio. L’entrata è gratuita.

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