Diesse appiedato. A ciel sereno (si fa per dire) è arrivata la notizia che il diesse rossoblu Sandro Federico è stato squalificato per un anno dalla Figc per alcune vicende che lo hanno visto coinvolto quando lavorava per la Carrarese. Persone vicino a lui ci hanno riferito che è già pronto un ricorso che verrà accettato ma tanto è. Da questo momento in poi il direttore sportivo abruzzese non potrà più lavorare ufficialmente fino a nuova sentenza.
In effetti non stava lavorando da un paio di settimane seppur per motivi diversi anche se oggi le parole del presidente Fedeli avevano fatto pensare ad una possibile riapertura “Le sue parole negli spogliatoi nei mie confronti dopo il pareggio con il Modena non le ho ancora digerire e difficilmente torno indietro in questi casi“.
In effetti Franco Fedeli aveva subito una contestazione forte quando era nel Perugia dopo una partita a Lanciano. Dopo un po’ lasciò i grifoni “Accetto tutte le contestazioni ma quelle che ho subito in Abruzzo davanti a tutta la mia famiglia non posso accettarle, è una cosa bruttissima , a chi è capitato sa quello che si prova“. Stavolta è capitato davanti ai suoi calciatori ma poco cambia.
Oggi pomeriggio però l’ho sentito un po’ più comprensivo ma veramente poco quando mi ha riferito di potenziali acquisti “Alcuni procuratori mi hanno inviato una lista di nomi tra i quali Paolucci (ex Ascoli Ndd), un attaccante del Sudtirol ed uno bulgaro. Prima di contattarli ho dato mandato a mio figlio, a Gianni e a Federico di preparare una relazione poi deciderò io cosa fare
Insomma in qualche modo ha fatto il nome, seppur indirettamente, del diesse dopo giorni di rapporti gelidi.
Come avrà preso la notizia della squalifica? Sicuramente malissimo ma le sue reazioni non sono scontate (ricordate il dopo partita di Samb-Ancona) né tanto sembra una persona che infierisce.
Domani ne sapremo di più. Fedeli ci ha anche detto che se la Samb vince a Padova il silenzio stampa continuerà ma non sarà infinito. Deciderò la prossima settimana.
A proposito del patron rossoblu, rivedendo i suoi comportamenti quando dirigeva altre squadre ma senza essere l’unico proprietario, ci è parso di capire che, pur non cambiando molto, ha limato un po’ certi eccessi che hanno caratterizzato la sua carriera di dirigente sportivo. Il fatto che non deve rendere conto a nessuno potrebbe averolo reso più libero e, anche se la parola è troppo grossa per uno come lui, più riflessivo.

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