SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Concorso infinito quello per Primario di Otorinolaringoiatria dell’Area vasta 5, visto che la prossima puntata per la definitiva (se così sarà) soluzione del contenzioso tra il concorrente dottor Umberto Pignatelli e l’organo giudicante, è stata fissata a marzo 2018, nell’udienza di sabato scorso presso il tribunale ascolano del lavoro.

Tutto era iniziato nel luglio 2015 quando l’incarico fu dato al dottor Andrea Ciabattoni in qualità di primo classificato, con il ricorrente sanitario bresciano secondo e il sambenedettese dottor Roberto Rosetti al terzo posto.

Una graduatoria che Pignatelli non ritenne (CLICCA QUI) adeguata ai curriculum presentati visto che la selezione doveva tener conto di ‘titoli’ e colloquio, per il quale (così pare) lui e il vincitore avevano ottenuto lo stesso punteggio. Motivo per cui incaricò l’avvocato Andrea Modesti di Pescara a presentare ricorso presso il Tribunale Amministravo Regionale per ottenere giustizia o perlomeno spiegazioni esaurienti. L’attuale primario Andrea Ciabattoni, subito dopo una nostra intervista a Pignatelli, ci inviò una lettera nella quale affermava che tutto era filato regolarmente. (CLICCA QUI )

Tutto normale, non è la prima volta che un candidato non accetta la graduatoria scaturita da un Concorso e ricorre agli organi competenti. Il bello o il brutto, fate voi, inizia il 18 febbraio 2016 quando il Tar Marche comunica al dottor Pignatelli che il ricorso non andava presentato a loro bensì al giudice del lavoro di Ascoli Piceno. L’avvocato Modesti ne prese atto e ‘trasferì’ le carte presso il tribunale ascolano.

Venerdì scorso, 16 dicembre 2016, la pronuncia del giudice dopo che il legale del dottor Ciabattoni aveva chiesto la sospensione del processo a causa del terremoto. Contrario l’avvocato del ricorrente che si era opposto adducendo l’urgenza di una decisione visto che il vincitore ricopre il posto di Primario da circa un anno e che, quindi, c’erano necessità evidenti per una soluzione immediata della diatriba.

Tesi accolta dal giudice con una decisione però che stride proprio con il carattere d’urgenza visto che, in caso di non accoglienza, la seconda udienza ci sarebbe stata il 19 maggio 2017 mentre è stata fissata per il mese di marzo 2018 la data in cui verrà emessa la sentenza definitiva. Insomma fra un anno e tre mesi si saprà se le ragioni del medico bresciane verranno riconosciute o no.

Non sono esperto di giurisprudenza oltre che rispettoso della Legge e dei giudici, per cui credo che così si doveva fare. È facile però affermare che a questo punto i concorrenti (oltre a Pignatelli e Ciabattoni anche il dottor Rosetti) passeranno il tempo che manca in uno stato di dubbio e di precarietà che non credo faccia piacere a nessuno di loro.

Se ci mettiamo poi che qualsiasi sentenza, dopo marzo 2018, potrebbe essere ribaltata dalla Direzione dell’Asur che ha la facoltà di assegnare l’incarico (motivandolo) non al vincitore ma ad uno dei primi tre classificati, la complessità della questione cresce ulteriormente.

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