SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La commissione aggiudicatrice presieduta dal sindaco Pasqualino Piunti e composta dagli ex Sindaci di San Benedetto del Tronto e dai premiati delle precedenti edizioni ha attribuito al giornalista e scrittore Paolo Di Mizio il premio Truentum 2016, la massima onorificenza cittadina concessa a quei sambenedettesi di nascita o adozione che siano riusciti a conseguire traguardi prestigiosi a livello nazionale e/o internazionale dando lustro alla città.

Paolo Di Mizio, giornalista e scrittore, e stato uno dei volti “storici” del Tg5, come inviato speciale e come conduttore del tg della notte. A lui si deve “l’invenzione” della rassegna stampa, poi imitata da quasi tutte le tv italiane. Di Mizio ha trascorso la sua infanzia e prima giovinezza a San Benedetto del Tronto. Laureatosi in Lingue e Letterature straniere all’Università di Macerata con 110 e Lode, iniziò la sua carriera lavorativa a Londra nel 1975, dapprima come insegnante di letteratura italiana, poi come corrispondente dell’agenzia di stampa NEA. Rientrato in Italia qualche anno dopo, lavorò per diversi quotidiani e periodici collaborando per varie riviste europee e americane.

Approdò in televisione con Maurizio Costanzo nel 1980, nel primo telegiornale privato (“Contatto”) della rete appena fondata dalla RizzoIi – Corriere della Sera. Uno dei suoi primi scoop televisivi avvenne poche ore dopo l’attentato a Giovanni Paolo II. Mentre il Papa veniva operato, Di Mizio riuscì a intervistare, sul letto d’ospedale, la turista americana ferita da una pallottola di Ali Agca.

Assunto come inviato speciale dalla Domenica del Corriere, si occupò dei principali casi di cronaca (tra i quali l’uccisione del generale Dalla Chiesa e la successiva guerra di mafia) e pubblicò in esclusiva i “verbali d’interrogatorio” delle BR durante la prigionia di Roberto Peci. Dopo quattro anni, tornò in televisione con Arrigo Levi, come inviato speciale del settimanale d’inchieste di Canale 5 “Tv- Tv”. Nel 1992 fu nel gruppo fondante del Tg5 insieme a Mentana, Mimun e Sposini. A lui furono affidate le prime “dirette” del neonato Tg, per il quale nel tempo ha coperto vari incarichi.

Come inviato speciale è stato sui principali teatri internazionali, dal Kurdistan nella prima guerra del Golfo (1991) alle regioni della ex Iugoslavia sconvolte dalla guerra, agli Stati Uniti durante la guerra all’Iraq (2003). Ha intervistato personaggi che hanno fatto la storia degli ultimi decenni, tra i quali Margaret Thatcher, Bill Clinton, Muhammar Gheddafi, Benjamin Netanyahu, Yasser Arafat, ma anche mostri sacri del cinema e della musica, da Federico Fellini a Tonino Guerra, da Franco Zeffirelli a Paul Mc Cartney.

Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, divenuto un best-seller e ristampato in varie edizioni, “Storia di Giuseppe e del suo amico Gesù”, romanzo storico – teologico incentrato sul contrasto tra ragione e fede. Attualmente è condirettore del quotidiano online AIganews ed editorialista del Nuovo Corriere Nazionale e collabora con la rete televisiva TgCom24 di Mediaset.

Nel 2017 uscirà un suo nuovo libro, un singolare misto di poesia, racconti e saggi letterari intitolato ”Teneri Lupi”. E proprio la presentazione in anteprima nazionale del lavoro, in una data da definire ad inizio anno, sarà l’occasione per consegnare a Di Mizio pergamena e medaglia del Premio Truentum 2016.

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