ANCONA – L’agroalimentare con regali enogastronomici, pranzi e cenoni è quest’anno la voce piu’ pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,4 miliardi di euro, il 2% in piu’ dello scorso anno. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti “Il Natale sulle tavole degli italiani” presentata nel primo fine settimana utile per scegliere i menu e fare gli acquisti dopo l’arrivo della tredicesima per oltre 30 milioni di italiani per un importo stimato in circa 40 miliardi di euro. Per poco meno della metà (43%) degli italiani che la ricevono è destinata al pagamento di tasse, mutui, rate e bollette ma più di un italiano su quattro (26%) la userà per le spese di Natale.

Per cibo e bevande durante le festività la maggioranza del 71% degli italiani prevede di spendere come lo scorso anno, il 12% pensa di tagliare mentre il 14% l’aumenta ed il restante 3% non risponde secondo l’indagine Coldiretti/Ixe divulgata in occasione delle aperture speciali nel week end per i mercati a chilometri zero degli agricoltori di Campagna Amica lungo tutta la Penisola.  Il costo maggiore della spesa alimentare è destinato ad arricchire di pietanze le tavole del Natale che ben l’88% degli italiani consumeranno nelle case.  Si assiste – afferma la Coldiretti – a una fortissima attrazione verso il fai da te casalingo con ben il 46% delle famiglie che preparerà in casa almeno un dolce tipico delle feste. Anche se stravince la riscoperta delle tradizioni del passato si assiste quest’anno anche all’affermarsi in Italia di nuovi menu di tendenza, dall’autarchico all’hi tech, dal biodiverso al salutista, dall’etnico al green. La più valida alternativa ai pranzi e ai cenoni casalinghi delle feste restano gli agriturismi dove sono attesi circa 800mila i vacanzieri per Natale e/o Capodanno con un aumento stimato del 6% anche se soffrono le aree colpite dal terremoto tradizionalmente vocate per le vacanze in campagna.

E tra le importanti novità di quest’anno c’è proprio lo spazio dedicato alla solidarietà con quasi un italiano sui 4 (24%) che ha scelto di acquistare prodotti tipici dei territori colpiti dal sisma anche grazie al moltiplicarsi di iniziative come quelle promosse dai mercati di Campagna Amica in tutta Italia, a partire dalla Capitale in Piazza Navona dove fino al 22 dicembre tutti i giorni dalle 10 alle 19 ci saranno anche gli agricoltori e gli allevatori terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo con i loro prodotti salvati dal sisma, dal Giuggiolone e vino di visciole marchigiani all’antica norcineria umbra, dagli squisiti salumi abruzzesi alle golosità di Accumoli, fino al cacio solidale ottenuto con il latte delle stalle colpite dal sisma.

“In generale – continua la Coldiretti – si assiste all’abbandono delle mode esterofile del passato con una decisa tendenza sulle tavole a privilegiare prodotti Made in Italy legati magari a specifici territori dei quali esprimono la storia e cultura”. “Acquistare prodotti italiani significa anche sostenere il lavoro, l’economia e il territorio”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’agricoltura e l’alimentazione sono tra gli elementi di distintività del Paese che possono offrire un grande contributo ad una ripresa sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”.

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