SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo una nota, giunta in redazione, da parte del Comitato “Pro Hospice”.

Il giorno 26 del mese di dicembre 2016, alle ore 18 nella sede di vicolo Alfieri a San Benedetto del Tronto si costituisce il Comitato “Pro Hospice ” con la finalità di promuovere la realizzazione di un Hospice, cioè di una struttura, intesa come un luogo di accoglienza e ricovero temporaneo, in cui il paziente oncologico, per il quale non è più possibile svolgere un’adeguata assistenza sia in day hospital sia domiciliare, viene accompagnato nell’ultima fase della sua vita con appropriato sostegno medico, incentrato sulle cure palliative, fondamentale per un “fine vita” dignitoso, senza sofferenze.

L’Hospice prevede la multidisciplinare presenza di medici, oncologi palliativisti, psicologi, infermieri, operatori sociosanitari, volontari, nonché il sostegno psicologico e sociale alle famiglie del malato.

Da sei anni in Italia è in vigore la legge 38/2010, la migliore d’Europa in questo campo, che garantisce a tutti i cittadini il diritto di poter accedere alla “terapia del dolore” e alle cure palliative.

Ma tale diritto per la Provincia di Ascoli Piceno è stato disatteso: gli Hospice, laddove esistono, presentano liste d’attesa che superano l’aspettativa di vita media dei pazienti che dovrebbero accedere.

Per quanto riguarda la situazione del nostro territorio, si evidenzia che i pazienti oncologici più gravi della nostra città (e del territorio limitrofo) sono costretti a rivolgersi all’Hospice di Montegranaro o alle cliniche convenzionate, prive delle caratteristiche proprie di un Hospice.

A supporto del nostro progetto, alleghiamo il parere del dottore Giorgio De Signoribus, primario oncologo Area Vasta 5, il quale recita: “Poter finalmente ottenere i sei posti letto ‘Hospice’ che pure le competono e che garantirebbero un’assistenza globale ai pazienti più gravi, quelli che non possono essere seguiti ambulatorialmente o in “day hospital” e che non possono essere seguite a casa. Questa tipologia di pazienti necessita infatti di attenzione e cure più capillari di quanto possono garantire le Rsa e al momento, quando occorre, ci si rivolge a Montegranaro”.

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