SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uniti dopo la divisione (non da poco) causata dal referendum costituzionale. Il Partito Democratico sambenedettese si è riunito martedì 14 dicembre in un incontro molto partecipato, dal quale è scaturita la decisione di convocare all’inizio del 2017 (poi confermata dal segretario provinciale Di Francesco: 29 gennaio) il congresso comunale per il rinnovo della carica di segretario comunale e alle presidenze dei circoli cittadini.

Alla presenza anche dell’ex sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, le due tesi politiche che si sono confrontate in un clima cordiale e improntato comunque ad una ritrovata unione possono essere sintetizzate nelle posizioni dei consiglieri Paolo Perazzoli, attivo nel sostenere il No al recente referendum, e Tonino Capriotti, invece renziano della prima ora.

“Abbiamo discusso sul dato nazionale e sul fatto che il Pd e il centrosinistra debbano affrontare una situazione inedita e nuova, con un rischio di accerchiamento – afferma Perazzoli – Ho percepito dalla maggior parte della platea il desiderio che Renzi corregga un po’ la rotta: per quanto mi riguarda non pongo ostacoli che venga confermato segretario ma deve farlo su una linea condivisa. Da parte mia ho sottolineato come la politica del governo Renzi abbia creato dei problemi: dal disagio dei giovani alle leggi approvate riprese dalle linee di Berlusconi, che noi avevamo contestato in passato, fino alla revisione costituzionale”.

Converge sulla necessità di avere una linea politica condivisa Tonino Capriotti, che arriva ad auspicare la convergenza “su una sola mozione, o se pure dovessero emergere diverse posizioni, auspico che siano frutto di una visione ideale dell’Italia e non di un frazionamento tra correnti”. Sul rischio di divisione in due partiti, per Capriotti non ci sono le premesse: “Ad esempio con Perazzoli, anche se a volte abbiamo idee politiche diverse, ho un rapporto cordiale e sincero”, come a rimarcare che dalle diversità occorra trovare la forza di una rinnovata armonia.

Infatti Capriotti nella serata ha elencato sì “i buoni risultati del governo”, ma anche criticato in parte l’atteggiamento del primo ministro: “Abbiamo approvato tantissimi provvedimenti di sinistra: dalla stabilizzazione di 100 mila insegnanti la legge Dopo di Noi, sull’autismo, il divorzio breve, gli 80 euro, la riduzione delle tasse come l’Imu” anche se “va corretto un certo tipo di atteggiamento. Riguardo il referendum, pur ritenendo la riforma buona, dobbiamo prendere atto della volontà popolare: non sempre ciò che è giusto è buono, e forse era una prospettiva ancora troppo audace che non è stata accolta”.

Capriotti intanto ha anche scritto una lettera a Renzi: “Lui sta compiendo i passaggi che aveva promesso, ovvero ritirarsi dalla politica. Si è dimesso da Presidente del Consiglio e ha convocato il congresso del Pd per domenica. Tuttavia non si fa politica per interesse personale: io stesso, quando mi candidai alle primarie del Pd, lo feci non per mia volontà ma su richiesta di 37 iscritti. Per questo mi auguro che, anche se Renzi rimettesse il mandato, non si tirasse indietro in caso gli venga chiesto di proseguire”.

Durante l’incontro si è anche discusso sulla presenza del Pd nel prossimo consiglio provinciale: l’obiettivo è di ottenere una rappresentanza dei democrat sambenedettesi fra i 10 consiglieri. Per questo motivo la disponibilità di Marco Curzi, che si è proposto ma appartiene ad una lista civica, sembra avere meno possibilità.

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