SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica pomeriggio al “Riviera delle Palme” arriva l’Ancona, 15^ in graduatoria ma autrice di buone prestazioni nelle ultime uscite dopo un avvio difficile anche a causa di un certo caos societario. La squadra di Brini, nell’ultimo turno, è infatti riuscita a fermare (2-2 in casa) anche il lanciatissimo Padova, che aveva scalato la classifica fino al quinto posto attuale dopo un inizio altrettanto balbettante.

Tra i dorici domenica torneranno al “Riviera” anche due calciatori con un passato in casacca rossoblu. Uno è Matteo Momentè, alla Samb nel 2006-2007. Giovanissimo e appena uscito dall’ovile dell’Inter Primavera l’attaccante veneto giocò molto poco  nella quadra di Guido Ugolotti, ma anche di Andrea Consigli e Massimo Loviso. L’altro ex è il difensore sardo Davide Moi che ha San Benedetto ha passato invece due stagioni da protagonista, con 50 presenze. Il calciatore poi ha anche sposato una sambenedettese e il suo legame con la città è ancora più forte: “Torno spesso, lo farò anche durante le feste per andare a trovare i parenti. La partita di domenica, anche per questi motivi, mi darà un’emozione particolare” confessa il calciatore a Riviera Oggi.

Buongiorno Davide, dopo un avvio di stagione non facile il “tuo” Ancona sembra adesso viaggiare a buoni ritmi.

“Sì, direi di sì. C’è da dire che nella prima parte di stagione abbiamo incontrato delle formazioni molto forti che poi si sono rivelate tali anche in classifica, adesso però abbiamo preso un buon ritmo che non vogliamo interrompere domenica, nonostante sarà una partita molto tosta e un derby”.

Forse nell’avvio difficile che avete avuto hanno inciso anche le difficoltà del club?

“Direi di sì, quando la società scricchiola poi la situazione spesso si riversa anche sul campo. Da quando però è subentrata questa nuova gestione devo dire che le difficoltà, che avevano toccato anche la squadra e l’ambiente esterno, sono scomparse e ci stiamo riprendendo.”

Probabilmente di questioni societarie ne sai qualcosa visto che hai vissuto i momenti più duri della gestione Tormenti a San Benedetto?

“Da quel punto di vista, specialmente l’ultima stagione non fu affatto facile, anche se porto con me un ricordo bellissimo per quanto riguarda l’aspetto sportivo. San Benedetto è stato il mio trampolino di lancio, il vero inizio della mia carriera e la prima volta che da calciatore ho sentito grande fiducia da parte della squadra, dell’ambiente e di una città meravigliosa a cui rimango molto legato. Sarà certamente un’emozione particolare tornare al “Riviera Delle Palme”.

Le tue due stagioni alla Samb sono coincise con il ritorno di Ottavio Palladini in casacca rossoblu, che ricordi ha di lui? Ti aspettavi sarebbe diventato un allenatore di questa portata?

“Devo dire che il Palladini giocatore era già un allenatore in campo, pronto sempre a darti indicazioni e consigli. Ero sicuro sarebbe diventato un mister e un ottimo mister come sta dimostrando di essere. Mi ricordo in particolare una sua caratteristica, con i compagni sapeva sempre usare le parole giuste e sapeva  tenere lo spogliatoio alla grande”.

Ti aspettavi una Samb così nella stagione del ritorno tra i professionisti?

“Innanzitutto non mi aspettavo di dover aspettare così tanto tempo per rivedere la Samb fra i professionisti dopo il 2009, so che di mezzo oltre a questioni sportive ci sono state vicende societarie, mancate iscrizioni e cose così. In ogni caso è stata una sorpresa il rendimento dei rossoblu in questo girone, che si conferma molto difficile e livellato, non ci sono le squadre ammazza-campionato che erano state annunciate a inizio stagione. Comunque la Samb ha strameritato sul campo la posizione che occupa e quindi complimenti a loro e alla gestione dei Fedeli, una società finalmente sana e seria”.

Oltre alla casacca rossoblu, domenica ritroverai anche un ex compagno come Leonardo Mancuso, lo scorso anno con te a Catanzaro. Pensavi sarebbe stato capace di questo exploit?

“Leonardo ha movimenti e qualità da calciatore di categoria superiore, si vedeva anche durante gli allenamenti a Catanzaro che era un calciatore da Serie B almeno, quindi direi che mi aspettavo potesse fare questo exploit, era solo questione di trovare la stagione giusta e la fiducia dell’allenatore. Neanche per me lo scorso anno a Catanzaro è stato facile, credo che per Leonardo non sia scattata la scintilla con l’ambiente ma sono felice per i suoi risultati perché è davvero un bravo ragazzo e se lo merita. Domenica però non saremo amici e proverò in tutti i modi a fermarlo”.

 

 

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