SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Divisi da ideali e storia politica, uniti dal risultato del referendum. La vittoria del No, così come l’intera campagna elettorale che ne è stata contorno, ha formato strani accoppiamenti: Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema per esempio, e che esempio, ma anche Paolo Ferrero e Giorgia Meloni, Anpi e Casa Pound sono solo alcuni dei simboli del variegato fronte del No, che nella vittoria del 4 dicembre ha unito chi è sempre stato diviso.

C’è chi ha definito una fazione così diversa “accozzaglia”, stigmatizzando le opportunità politiche dietro agli schieramenti e chi invece ha sottolineato come un fronte così eterogeneo non può che essere il riconoscimento più grande al valore della Carta Costituzionale, da tutto l’universo politico italiano (o quasi) rieletta, senza upgrades, a guardiana delle istituzioni repubblicane. La verità sta spesso nel mezzo e il voto del 4 dicembre è stata probabilmente una sintesi tra voti di protesta, patriottismo costituzionale e dinamiche, certamente meno nobili ma comunque fattori incidenti, di mero stampo politico.

Dividere gli amici e unire i nemici, anche in questo è riuscito il referendum del 2016. A patto che Matteo Renzi e Massimo D’Alema si siano mai potuti definire “amici”, a patto che i sorrisi fra Margherita Sorge e Paolo Perazzoli siano stati mai sinceri. Anche San Benedetto quindi, ancora una volta, non è stata “isola” ma realtà pienamente investita dagli effetti del referendum, che qualche strana coppia l’ha formata anche da noi.

E’ il caso di Paolo Perazzoli e Pasqualino Piunti, una vita da “nemici” e ritrovatisi a gioire assieme il giorno dopo l’affermazione del No quando avevano appena finito, idealmente si intende, di leccarsi le ferite di una campagna elettorale, quella alle scorse amministrative, che non aveva risparmiato, nelle sue fasi finali, anche qualche colpo sotto la “cintura” fra i due.

“La gente è andata a votare in maniera convinta No. Il cittadino non accetta imposizioni e forzature” oppure “un bellissimo risultato, gli italiani hanno respinto il tentativo di peggiorare la Costituzione, hanno bocciato la lacerazione del Paese”. Senza didascalie è difficile associare una frase a un volto. Per la cronaca la prima è stata pronunciata dal primo cittadino mente la seconda dall’ex consigliere regionale democratico. La “strana coppia” verrebbe da dire, che si ritrova a festeggiare bevendo metaforicamente dalla stessa bottiglia di spumante e lasciamo a loro l’onere di scegliere chi fra i due è Felix e chi Oscar, i due personaggi portati sul grande schermo da Jack Lemmon e Walter Matthau.

In ogni caso il twist mentale di vedere due “nemici” unirsi a una causa comune (seppur sempre formalmente lontani) come nelle migliori sceneggiature cinematografiche, resterà sui libri di storia come uno dei tratti di questo referendum, che ha avvicinato chi si è sempre dato battaglia e che ha portato al voto un numero impronosticabile di italiani, marchiati forse con troppa facilità come astensionisti negli anni. Se poi avrà ragione chi ha marchiato le “strane coppie” come accozzaglia solo il tempo ce lo dirà. E potrebbe anche essere un tempo ragionevolmente breve. Il parlamento riunirà presto tanti dei protagonisti dei due fronti così come il Consiglio Comunale sambenedettese e il congresso del Pd. Sarà bello vedere le facce.

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