SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Semaforo verde per la vasca esterna della piscina, semaforo rosso per il lungomare. Niente che non si sapesse già visto il piano triennale consegnato. Questi gli aspetti che sono saltati fuori dalla riunione della Commissione Lavori Pubblici e Ambiente che si è tenuta nel pomeriggio del 30 novembre, presieduta da Stefano Muzi e dal suo vice Marco Curzi.

Piscina Sì, lungomare “Nì”

Se per la piscina infatti il Comune ha individuato un finanziamento diretto da quasi 600 mila euro (247mila che arriveranno dal piano alienazioni e 333mila da proventi per autocostruzione) per il lungomare, inserito nel programma di mandato ma grande assente nella programmazione triennale, si è ribadito che, per ora, nulla più verrà fatto rispetto al restyling dei primi 400 metri da Nord, già messi all’orizzonte dall’amministrazione Gaspari, su cui però è calato il sipario prima che le operazioni potessero vedere la luce. I lavori per il tratto partiranno “a breve” annuncia Andrea Assenti, assessore di riferimento.

Il tanto agognato intervento che dovrebbe ricongiungere esteticamente i due tronconi Nord e Sud per ora non si farà, a meno di piogge di soldi inaspettate, altrimenti dette sponsorizzazioni, sul solco dei lavori alla foce dell’Albula che pagherà l’imprenditore americano Jerry Tommolini. 

Il sottopasso di Via Mare

Il resto del meeting è stato utile per apprendere, direttamente dalla bocca del sindaco per esempio che “il sottopasso di via Mare sarà oggetto di riverniciatura, installazione di fari e pulizia entro Natale”. Quel tratto, poco sicuro e in passato teatro anche di incidenti mortali, va allargato ma le cifre in ballo sono nella ragione di 700 o 800 mila euro, che verosimilmente non ne fanno un’opera di immediata esecutività, ma il concorso nelle spese che dovrebbe arrivare dalle ferrovie potrebbe rendere il tutto più fattibile.

Durante l’incontro, infine, si è parlato di parchi, aree verdi e manutenzione. Qui uno dei problemi principali sta nella difficoltà endemica del controllare spazi pubblici “spesso oggetto di atti vandalici” sottolinea l’assessore Andrea Traini. Il piano d’azione in questo senso sta nel cercare la collaborazione delle associazioni di quartiere, che possono presidiare più assiduamente gli spazi.

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