SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Meno quattro al grande voto di domenica e il fronte del No si scalda. Dopo l’incontro con Alessia Morani, momento clou dello schieramento avverso, tocca a Perazzoli l’arringa per il Comitato “Io Voto No”, a pochi giorni dal voto.

L’ex sindaco, “anti riformista” della prima ora, per il suo intervento sceglie un pubblico di “casa” per così dire, e dal Caffè Paolini dell’Agraria esprime le sue posizioni di critica alla Renzi-Boschi e agli strumenti di propaganda del fronte avverso, definito dal democratico come “dotato di una potenza di fuoco e risorse enormi che fanno di questa partita un po’ un confronto fra Davide e Golia”.

L’ex sindaco, nel meeting di Porto d’Ascoli, è introdotto dal coordinatore del Comitato e giornalista d Riviera Oggi Pier Paolo Flammini che apre la “strada” al consigliere democratico soffermandosi in particolar modo sul nuovo articolo 117 che la riforma introdurrebbe e che è stato al centro di parecchie discussioni a livello locale, per la cosiddetta clausola di supremazia, che per il fronte del No “consegna al Governo una sorta di libertà di azione discrezionale anche in ambito di infrastrutture ed energia, come ad esempio la questione dello stoccaggio gas all’Agraria: “Resto stupito da come gli amministratori locali e regionali abbiano riempito i giornali per sottolineare la loro avversione a quest’opera, mentre adesso si battano per un Sì che smentisce quanto hanno dichiarato e votato”.

La palla quindi passa definitivamente al candidato sindaco delle scorse comunali, che in riferimento alle amministrative tira una stoccata mica da poco ai compagni di partito, o almeno a qualcuno, “mi si torcono le budella a pensare di votare come chi ha lavorato contro il Pd alle elezioni” la bordata che manda Perazzoli agli altri democratici. Ma la serata riserva anche più di qualche banale “sassolino” tolto dalla scarpa politica e il consigliere inizia a sviscerare la sua posizione, che per prima cosa riserva una sorta di anatema al concetto di cambiamento, speso intensamente dal fronte di Sì: “Dire che questa riforma sbloccherà e farà progredire il paese è una visione priva di memoria storica” sottolinea Perazzoli “non ci dimentichiamo che questa Costituzione ha permesso progressi inimmaginabili, eravamo un paese occupato e distrutto dalla guerra che con questa carta costituzionale è arrivato ad essere una potenza mondiale”. 

La lunga disamina del politico sambenedettese passa anche dalla difesa del fronte critico alla riforma, definito dalla parte avversa, per la composizione pluripartitica, spesso come “accozzaglia”. Perazzoli definisce infatti “naturale il coinvolgimento nel fronte del No di diverse parti politiche, così è stato anche per l’assemblea costituente che fu sintesi dell’equilibrio di più forze, come dev’essere per un documento, come la Costituzione, che è di tutti” chiosa. Il resto del meeting con l’ex sindaco riserva anche una serie di interventi del politico sul nuovo Senato e sull’annunciato processo di semplificazione legislativa, dovuto al correttivo al bicameralismo perfetto che la riforma pone all’orizzonte. “Sono in realtà pochissime statisticamente le leggi che fanno il ping-pong fra Camera e Senato” uno dei passaggi di Perazzoli che alla fine, come hanno fatto i suoi “nemici-amici” del fronte del Sì riserva un appello finale: “Convincete parenti e amici ad andare a votare, abbiamo ancora dei rimpianti per l’esito delle elezioni, non ne vogliamo altri”.

Il fronte del No adesso, nel processo di avvicinamento al grande voto di domenica, si prepara all’ultimo incontro con il giurista Carlo Di Marco che interverrà a Centobuchi nella serata di giovedì e alla festa di chiusura di venerdì 2 dicembre alla Casa del Pescatore, con collegamento streaming da Roma.

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