SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A meno di una settimana dal referendum la campagna del Partito Democratico si può considerare a pieno titolo come arrivata al suo rush finale. E per gli ultimi “colpi” i democratici scelgono di calare anche gli ultimi “assi”.

Nella serata del 28 novembre infatti, nel quartiere di Fosso dei Galli a San Benedetto, il pezzo grosso scelto dal fronte del sì è il vice capogruppo alla camera, l’avvocato urbinate Alessia Morani. A introdurre l’avvocato ci pensa il fronte referendario locale in formazione completa e le prime parole affidate a Pier Giorgio Giorgi e Margherita Sorge, con quest’ultima che usa particolare enfasi nel descrivere una campagna referendaria che per l’ex candidata alle primarie sambenedettesi è stata “condita da veleno e strumentalizzazioni” ma che ora, nelle sue ultime battute, “va difesa con le unghie e con i denti” sottolinea la dottoressa.

A fare da “apripista” all’arringa finale della Morani tocca poi, in serie, ai consiglieri comunali  Maria Rita Morganti, Tonino Capriotti e al capogruppo in assise Antimo Di Francesco, che un po’ come tutti, Morani compresa, sceglie di fare un ultimo appello alla sensibilizzazione con il democratico che invita tutti, tra i circa 30 presenti, a “informare il più possibile parenti, amici e colleghi sui contenuti della riforma”.

E a spiegare i contenuti ci pensa proprio Alessia Morani che al processo di “incubazione” della riforma ha partecipato direttamente e “ogni giorno più convinta di quello che facevamo e approvavamo” chiosa il deputato, che nel corso del suo intervento tocca un po’ tutti i temi principali oggetto della ristrutturazione costituzionale voluta da Matteo Renzi. A partire dal Titolo V, che ha infiammato anche parte della campagna locale (sul tema stoccaggio gas), e che per la democratica regalerà allo Stato la “necessaria regia nelle questioni strategiche di rilevanza nazionale che non riguardano solo le regioni”. La politica però scaccia via anche ogni possibile accusa di centralismo: “è vero che si toglie qualcosa alla competenza regionale ma se si guarda la riforma nel suo complesso le regioni parteciperanno direttamente alle scelte col nuovo Senato” chiosa la Morani che poi si sofferma anche sul nuovo bicameralismo “a prevalenza” contenuto nella riforma con quello vecchio e “paritario” che per la politica di Sassocorvaro “è nato come un freno posto da Pc e Dc che non si fidavano l’uno dell’altro, e questo freno ha funzionato benissimo” chiosa con una certa ironia.

Le battute finali dell’esponente del Pd sono poi meno tecniche e un po’ più indirizzate “alla pancia” con la Morani che parla in definitiva ” di ultima occasione per riformare l’Italia” e, all’acme del suo discorso, di “responsabilità storica” per il nostro paese.

Alessia Morani non sarà però l’ultimo politico “di stazza” a fare campagna per il sì a livello locale, visto che in città, probabilmente venerdì è previsto lo “sbarco” di Matteo Orfini, presidente del partito e ultimo “carico” da pescare nel mazzo prima della resa dei conti di domenica.

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