SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non si può giudicare l’amministrazione Raggi dopo 6 mesi”: questo l’ha detto l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni riguardo l’attuale primo cittadino della Capitale. E, sostanzialmente, lo ripetono, ufficialmente o meno, anche i rappresentanti della minoranza a San Benedetto, nonostante le legittime critiche proprie delle opposizioni.

I mesi però passano presto e si fa subito a diventare grandi. Ecco, allora, il primo esame politico-amministrativo per la giunta Piunti. Non un esame di maturità, come abbiamo scritto nel titolo per esigenze di facile comprensione. Ci sarà tempo per le prove del nove.

Il “caso dehors” ha infatti mostrato due impostazioni diverse in seno alla maggioranza nel giro di 24 ore. Prima l’assessore al Commercio Filippo Olivieri che tenta la linea morbida nei confronti dei commercianti, quindi il Presidente del Consiglio Comunale Bruno Gabrielli che invece riporta l’analisi sui binari delle raccomandazioni tecniche della Soprintendenza.

È probabile che l’intervento di Gabrielli, di fatto, nel suo ruolo, estraneo alle questioni inerente l’assessorato di Olivieri, sia dovuto proprio per evitare che la morbidezza palesata verso i commercianti sambenedettesi fosse poi pagata dalla durezza della Soprintendenza verso l’amministrazione, con conseguenze anche penali.

Fatto sta che la contrapposizione evidenziata rappresenta il primo vero elemento di discussione – palese o celata che sia – all’interno della maggioranza di centrodestra. Cosa che tra l’altro non si è mai verificata nel decennio gaspariano, se escludiamo la defenestrazione improvvida dell’assessore Curzi: gli assessori e il sindaco sono andati sempre d’amore e d’accordo. Troppo amore, troppo accordo, secondo noi: la politica, specie quella amministrativa, è anche confronto di ipotesi diverse e la palude non è buona cosa.

Bisognerà quindi vedere nei prossimi giorni – forse già al consiglio comunale di domani, sabato 26 novembre – se tra Olivieri, Gabrielli e il resto della giunta la frizione sarà ricomposta nell’ambito di una normale dialettica di maggioranza o se invece la piccola crepa rischierà di aprire, nei mesi a venire, un contrasto perdurante. Olivieri si sentirà commissariato oppure ha compreso eventuali rischi a cui si sarebbe esposto Piunti nei confronti della Soprintendenza?

Vedremo. Da domani.

 

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