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E’ meglio curarsi con medicinali tradizionali o omeopatici? Mangiare carne fa bene o male? I vaccini sono sicuri o pericolosi? Sono tutti interrogativi aperti nella società odierna. E le opinioni, quasi sempre, contrastanti. Perfino gli esperti in materia non sembrano riuscire a mettersi d’accordo su una risposta unitaria, web e riviste traboccano di informazioni che si confutano a vicenda. In tutta questa confusione mediatica, come si stabilisce cosa è vero e cosa no? A cosa bisogna credere?

La risposta, almeno a parole, sembrerebbe semplice: si deve credere a ciò che è stato osservato, documentato, sperimentato e confermato in un campione rappresentativo di popolazione. Si tratta, in parole povere, di applicare il classico metodo scientifico ideato da Galileo.

Eppure, spesso questo non è possibile; laddove la scienza “ufficiale” afferma che il vaccino è sicuro e consigliabile, sedicenti esperti ritengono invece che provochi seri danni al bambino.

Quando il medico consiglia di mangiare carne o pesce almeno una volta alla settimana, il nutrizionista vegano propone una dieta salutare e depurativa che li elimina completamente.

Da entrambe le parti, apparentemente, fioccano dissertazioni di studi accurati, dimostrazioni inconfutabili, e spiegazioni convincenti; i portavoce sono sempre esperti professori, dotati di tante lauree e dottorati da riempire le pareti di una cattedrale.

In realtà, naturalmente, non hanno tutti ragione. Non tutti quelli che parlano sono dei veri scienziati, e se non si presta attenzione è facile credere alla teoria sbagliata. Per questo, è importante capire innanzitutto come riconoscere la vera scienza dalla pseudoscienza, un fenomeno diffuso da sempre e sempre attualissimo.

Il termine pseudoscienza è divenuto molto in voga negli ultimi anni, e va a braccetto con le cosiddette tesi complottistiche. Va inteso che la teoria dello Stato che nasconde informazioni, controlla il cittadino e manovra l’economia a vantaggio di pochi ricchi non è sbagliata a priori: tutte le nazioni esercitano veramente la loro autorità in questo modo, per scopi che vanno dalla sicurezza alla mera corruzione. Tuttavia, anche questo potere ha un limite; i sostenitori del complottismo, invece, lo ingigantiscono a dismisura, attribuendo ai governi mondiali una rete di intrighi che di fatto non esistono.

Capire i meccanismi della politica e distinguerli dalle semplici voci in circolazione è difficile, e richiede molta preparazione sull’argomento. Per questo, l’articolo si limiterà a spiegare solo le tecniche usate dalla pseudoscienza per accreditare concetti errati, o senza fondamento.

La tesi pseudoscientifica possiede una serie di tratti distintivi, che la rendono riconoscibile con una certa facilità; quando uno dei seguenti elementi viene riscontrato in un articolo o un’orazione, quindi, è meglio diffidare del suo contenuto:

– Innanzitutto, la tesi pseudoscientifica è spesso in contrasto con una teoria scientifica universalmente conosciuta; se per esempio tutti sanno che la frutta è un alimento salutare, si dirà che invece fa male e avvelena il corpo.

– Per giustificare questa teoria, viene detto che la medicina tradizionale lo sa da sempre, ma nasconde i risultati delle analisi perché vuole favorire le aziende produttrici. Da notare che in questo caso entrano in gioco anche le idee complottistiche.

– Quando si parla di una terapia benefica, come una nuova dieta, di solito si porta ad esempio un piccolo gruppo di persone che affermano di sentirsi molto meglio dopo averla cominciata. Però, in questo caso mancano sempre le analisi del sangue, e non ci sono dati su pressione, valori di glicemia, ferro ed emoglobina. Se si vuole seguire un particolare regime alimentare, quindi, fare attenzione: la qualità del sangue conta molto più del sorriso di un testimonial.

– In alternativa, può essere affermato che la ricerca scientifica non è riuscita a confutare quello di cui si sta parlando al momento, quindi il concetto va ritenuto vero. Esempio: l’erba del prato bollita libera dei principi attivi che fanno benissimo alla salute. Nei libri scientifici non è scritto che mangiare erba fa male. Quindi l’erba fa bene.

Questo esempio è uno scherzo, ma il suddetto modo di ragionare è stato usato anche per giustificare le infusioni di cellule staminali nel sangue. Centinaia di malati hanno acconsentito al trattamento, con il risultato di non averne nessun beneficio, e spendendo molti soldi inutilmente. La realtà è che le staminali possono davvero controllare, ma non curare, determinate patologie; tuttavia, non hanno nessun effetto se vengono iniettate a caso nel sangue. Per essere efficaci, devono prima essere coltivate in laboratorio, finché non formano una sorta di pellicola; questa pellicola va poi trapiantata chirurgicamente nel paziente nell’esatto punto in cui le cellule mancano. In seguito, occorrono vari giorni di controlli e cure per evitare che questa pellicola si stacchi e le cellule muoiano, vanificando il lavoro. Questo è solo uno degli usi delle staminali, ne esistono molti altri e vengono comunemente applicati all’uomo, con ottimi risultati.

In generale, documentarsi bene su un argomento è un ottimo modo per capire quali teorie sono vere e quali no, ma bisogna scegliere le fonti giuste. Se si è interessati alle cure omeopatiche, si possono consultare libri al riguardo, e contemporaneamente rivolgersi ad un medico per avere informazioni sulle corrispondenti cure tradizionali. Il confronto fra tesi opposte può chiarire molti dubbi.

Infatti, la pseudoscienza sfrutta proprio la mancanza di nozioni scientifiche per inculcare i suoi concetti. Una teoria pseudoscientifica è sempre facile da capire, perché è semplice e immediata. La vera scienza, invece, può essere estremamente complicata.

Il cervello umano, per natura, cerca di capire un concetto il più velocemente possibile, tramite intuito; si può ben immaginare che, ancestralmente, l’uomo scimmia che intuiva più in fretta un pericolo aveva più probabilità di salvezza. Oggi però questa predisposizione naturale può portare l’uomo moderno a commettere errori logici.

Quando non si conosce bene un argomento, tra due spiegazioni si tende a preferire quella che richiede meno passaggi di comprensione, anche se è errata. Questo fenomeno, nel corso della storia, ha provocato grandissimi fraintendimenti di fenomeni naturali, con risultati anche catastrofici; perfino Manzoni, nel romanzo “I promessi sposi”, ne cita un caso: durante la grave carestia del 1600, quando a Milano scarseggiava il pane, era opinione diffusa fra i nobili che la penuria dei raccolti fosse solo un imbroglio. In realtà, si vociferava, dovevano esserci persone che lo avevano rubato, e lo nascondevano al popolo.

Le due teorie al confronto sono:

1) Il pane manca perché qualcuno ruba il grano

2) Il pane manca perché ci sono state poche precipitazioni, gli insetti hanno proliferato e attaccato le spighe, e la terra era già sterile per l’eccessivo sfruttamento. Di conseguenza le coltivazioni di grano sono cresciute poco e male, il raccolto è stato disastroso.

Qual’è la più semplice da capire?

Purtroppo, il mondo è governato da fenomeni fisici e biologici molto complessi, di cui l’uomo sa ancora poco nonostante le scoperte degli ultimi decenni. Conoscere in modo approfondito il funzionamento dei farmaci, l’assimilazione dei nutrienti nel corpo, la composizione dei vaccini, richiede anni di studio. In conclusione, quindi, non si può capire sempre cosa è giusto e cosa no.

Tuttavia, si può seguire una semplice regola generale: non prendere mai un’informazione scientifica come una verità inconfutabile. Avere certezze fa sentire più sicuri, ma rimanere un po’ nel dubbio aiuta a ragionare e analizzare criticamente il concetto.

Propongo un piccolo test finale per capire come distinguere una bufala da un concetto vero. In qualche caso, va detto, il confine è veramente sottile. Il seguente testo è stato estratto da una pubblicazione in internet, ed è piuttosto conosciuto all’interno del web:

Il Monossido di Diidrogeno (DHMO) è un composto chimico incolore ed inodore, conosciuto anche come Ossido di Diidrogeno, Idrossido di Idrogeno, Idrossido di Idronio, o semplicemente Acido Idrico. La sua componente molecolare principale è il radicale instabile Idrossido, il quale è un tipico componente di una serie di composti caustici, esplosivi o tossici, quali l’Acido Solforico, la Nitroglicerina e l’Alcool Etilico.

Nonostante i Governi ed i più importanti centri Statali per i controlli sulla salute non classifichino il Monossido di Diidrogeno come sostanza tossica o cancerogena (come invece succede per sostanze chimiche meglio conosciute come l’acido cloridrico o la saccarina), il DHMO è un costituente di molte sostanze tossiche, un componente importante per molte malattie o per diversi agenti che le causano, è importante dal punto di vista dei rischi ambientali, e può essere addirittura letale per gli esseri umani anche in piccole quantità.

Nonostante i noti pericoli ad esso associati, il DHMO viene tuttora utilizzato quotidianamente a livello industriale, nonché da parte dei Governi e delle Istituzioni, ed addirittura all’interno delle case, in tutto il mondo. Per la maggior parte, la stampa non ha riportato informazioni sui pericoli del Monossido di Diidrogeno, nella misura in cui secondo alcuni esperti avrebbe dovuto. Se da un lato molti privati cittadini hanno organizzato siti web per diffondere “il verbo”, le principali testate giornalistiche hanno ignorato il problema.

Ci sono diversi siti web che contengono ulteriori informazioni sul DHMO e su argomenti correlati. E’ necessario notare che noi non appoggiamo tali siti, né abbiamo alcun controllo sui loro contenuti o sui loro orientamenti.

In base a quanto letto, il testo è da considerare attendibile o meno? Lascio la risposta al lettore. Chi volesse poi controllare il risultato della sua supposizione, può farlo cercando “Monossido di diidrogeno” in internet, e avrà immediatamente la risposta.

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