SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ iniziata la settimana che condurrà i rossoblu alla trasferta di Lumezzane. Dall’infermeria, come dal campo dopo la vittoria col Teramo, le notizie sono buone con Berardocco che è tornato ad allenarsi a tutti gli effetti e potrebbe già giocare sabato mentre Ferrario ha lavorato ancora a parte,  “ma sarà da continuare a monitorare in vista della partita col Lumezzane”  per Ottavio Palladini.

Il tecnico torna quindi a parlare della partita di domenica contro il Teramo e inevitabilmente del post-partita in cui l’allenatore si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nei confronti dei giornalisti. La querelle di domenica scorsa “non era premeditata” sottolinea subito il mister,  “nasce dalla frase che ho sentito appena messo piede in conferenza stampa, con un giornalista che diceva al presidente ‘male la Samb nel primo tempo deve entrare più spesso negli spogliatoi’. Colpa quindi di una frase lo sfogo di Palladini che nei primi 45 minuti di domenica ha visto “una delle migliori partite in casa della stagione, palla a terra e mai un pallone buttato, abbiamo incontrato una squadra che si chiudeva bene e a cui non era facile fare gol” il commento della bandiera rossoblu, che però forse qualche sassolino nella ‘scarpa’ ce l’ha da tempo: “Si chiede sempre al presidente ciò che non gli è piaciuto per cercare sempre la risposta eclatante” aggiunge, tradendo non troppa simpatia verso certe abitudini della stampa locale.

Palladini poi chiarisce una volta per tutte:“si parla troppo poco di quello che fa la squadra e troppo di quelli che sono problemi che non ci sono. Non posso venire qui ogni giorno e sentire giudizi sui miei giocatori, su chi dovrebbe rimanere e chi non può, perché poi mi tocca fare tutt’altro che l’allenatore durante la settimana. Io voglio costruire qualcosa per la Samb di importante, creare sempre le polemiche serve a poco” chiosa il tecnico.

Arriva poi l’analisi tecnico-tattica dei 90 minuti contro gli abruzzesi. “Ho visto una difesa solida, il fatto che poi abbia giocato una linea di fatto tutta nuova è un merito in più. Ho scelto Di Filippo e Radi perché mi serviva maggiore copertura per bilanciare la spinta e l’esuberanza di N’Tow sulla corsia mancina.  In generale è stata la vittoria del gruppo, dopo la gara con la Reggiana non era facile ricaricare le batterie e fare una gara di quella portata”. Il mister però non ritiene quella col Teramo la partita migliore dell’anno: “dobbiamo migliorare nelle ripartenze, loro dopo l’ingresso di Petrella si sono sbilanciati e potevamo chiudere prima la gara, abbiamo avuto un’occasione con Di Massimo ma andava sfruttata con maggiore freddezza”.

Il mister infine individua nel ‘carattere’ una tra le migliori doti della sua squadra, spesso autrice di buone gare dopo le sconfitte e le delusioni, “sono giocatori con carattere e quando si gioca in casa con un certo pubblico certe attitudini vengono fuori meglio, la reazione c’è sempre da parte dei miei, anche a Bassano c’è stata, l’unica volta in cui è mancata è stata a Reggio Emilia”.

 

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