TERAMO – In tanti hanno raccolto l’invito della Provincia e nella mattinata del 13 novembre in tutte le scuole superiori del capoluogo famiglie e studenti hanno avuto modo di visitare gli istituti scolastici tranne l’Agrario dove i lavori di sistemazione di parti non strutturali, così come da indicazione della Protezione Civile, sono iniziati ieri mattina e dove le lezioni riprenderanno mercoledì.

In ogni scuola genitori e studenti si sono confrontati con i tecnici e in alcuni casi anche  con gli amministratori provinciali. Molto partecipata l’assemblea al Liceo/Convitto “Delfico” uno degli edifici storici della città.

All’incontro hanno partecipato il presidente Renzo Di Sabatino, il consigliere delegato all’edilizia scolastica, Graziano Ciapanna e l’ingegnere dell’ente che si è occupato dei lavori, Monica Di Mattia, che hanno spiegato i passaggi fatti dal 24 agosto, le relazioni tecniche, i lavori svolti sulla base delle prescrizioni della Protezione Civile e delle risultanze dei sopralluoghi degli stessi tecnici dell’ente.  La struttura è stata classificata – secondo la metodologia Aedes – in classe A, quindi agibile, anche in seguito ai lavori che la Provincia ha svolto con somma urgenza  sia dopo il sisma del 24 agosto che dopo quello del 30 ottobre.  Proprio quei lavori – fra gli altri la messa in opera di presidi antiribaltamento della facciata   – hanno consentito di tornare alla piena agibilità nonostante l’ultimo piano sia chiuso da anni  e proprio per questo destinatario di un primo finanziamento (Scuole d’Abruzzo – Futuro in Sicurezza Cipe 2009) di 1.170.000 euro circa e di una richiesta di finanziamento regionale di altri 2 milioni e 500 mila euro.

“Capisco che caratteristiche storiche dell’edificio accentuano le preoccupazioni dei genitori ma la struttura ha la stessa classificazione di tutte le altre scuole e certo non posso chiudere un istituto dichiarato agibile per trasferire gli studenti in altre strutture che da un punto di vista della sicurezza antisismica sono del tutto simili  – ha precisato Di Sabatino sollecitato dalle domande dei genitori – seguendo un simile ragionamento dovrei chiudere tutte le scuole e spostare l’intera popolazione studentesca teramana, cinquemila ragazzi, ma nessuno di noi sa dove”.

L’invito del Presidente è stato di rientrare a scuola “se non ci fidiamo dei protocolli tecnici sarà difficile venirne a capo” e, allo stesso tempo, di cominciare a collaborare per le scelte future: “riunitevi, riunite il consiglio di istituto, confrontiamoci: se si dovesse decidere che non vale la pena investire su questa struttura e che bisogna cominciare a pensare ad una nuova scuola allora va aperta una fase di dialogo con tutta la città e con la sua amministrazione per vedere se e dove pensare a nuovi poli scolastici”.

Non siamo una controparte siamo parte lesa, ha precisato Di Sabatino e anche al Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani: “abbiamo posto quella che è la questione vera: noi abbiamo bisogno di risorse non solo per riparare i danni ma per costruire in sicurezza. Questa è la vera partita”.

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