SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ iniziato poco dopo le 17 10 novembre, all’auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto, l’incontro delle istituzioni con i cittadini colpiti e provenienti dalle zone dei sisma di agosto e ottobre, presenti ed ospitati a San Benedetto e nella Riviera in varie strutture.

Interverranno il commissario straordinario per l’emergenza terremoto Vasco Errani, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e i sindaci di Arquata e San Benedetto del Tronto Aleandro Petrucci e Pasqualino Piunti.

Presenti molti giornalisti all’interno dell’Auditorium Tebaldini.

Prende la parola il sindaco Aleandro Petrucci: “Ringraziamo la città di San Benedetto e il sindaco Piunti per l’accoglienza negli alberghi e per aver dato la disponibilità a ‘trasferire’ la nostra scuola, qui in Riviera. Nessuno ci ha abbandonato, forse un pò i media”

Il sindaco sambenedettese Pasqualino Piunti che si rivolge agli sfollati: “Vogliamo incoraggiarvi, comprendiamo purtroppo la vostra situazione. La vostra permanenza deve essere meno penalizzante possibile. Ho potuto constatare la collaborazione tra tutte le istituzioni un lavoro di squadra. Sono contento che lunedì inizia la scuola per i 70 bambini di Arquata. Segnale che non si debba snaturare la comunità di Arquata”.

Si rivolge alla platea il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli: “Sono cresciuti i numeri ma non è cambiato l interesse per Arquata. Siamo piombati dentro una grande emergenza. Terremoto mai così violento. Un terzo delle Marche è terremotato. Sono previste tante risorse nel secondo decreto. Sta aumentando il personale per portare avanti il tutto. Fra pochi mesi si possono riattivare le attività commerciali. Il decreto fa attivare le procedure con rapidità, pagamenti per la ricostruzione arriveranno nell’immediato. Le istituzioni che collaborano sono utili. Sono 8500 le persone negli alberghi delle Marche. Carlo Casini diventerà figura per mantenere il collegamento tra Comune e Regione. Il decreto firmato sarà questione di ore. L’obiettivo è ricostruzione dei luoghi. Lo spirito del territorio è forte e saldo. L’elemento dei media non è indispensabile, non dobbiamo diventarne schiavi. Arquata non è meno importante degli altri Comuni colpiti”.

Nel frattempo è arrivato il Vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole.

Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, afferma ai presenti: “Avevamo iniziato un percorso di dolore e intenso passando per la scuola, gli allevatori e agricoltori. Siamo stati sempre presenti anche parlando di turismo rivolto ai Due Parchi. Poi dal 30 ottobre una situazione incredibile e violenta. Comunque cambia lo scenario dei processi che diventano rapidi. Strutture, strade. scuole e coscienze devastate. Arquata è stato il Comune dove siamo stati più presenti. Le verifiche per l’agibilità dovranno essere rifatte: sono 250 mila le richieste. Decreto potenzia alcune risposte come il rinforzo al reparto Comunale, attività operativa dei beni culturali, sono state riaperte le graduatorie per gli allevatori. La soluzione per la popolazione torna a essere la casetta di legno per tutti. Ad Arquata siamo avanti perché le aree sono state individuate. Non esiste una disponibilità di container stoccati, è sbagliato pensare che esistano container da utilizzare immediatamente. La comunità deve rimanere unita. Sono scettico sugli aspetti dei Media, rincorrono la notizia quindi i riflettori si spegneranno.Per la ricostruzione ci vorranno anni, deve essere garantita la strutturazione delle risposte non la notizia. I sindaci devono parlare con protezione civile e istituzioni vari”.

Interviene nuovamente Aleandro Petrucci: “Arquata è stata terremotata tre volte. Ringrazio comunque il commissario straordinario Vasco Errani per essere stato sempre presente”.

Proprio Vasco Errani prende la parola rivolgendosi alla platea accorsa all’Auditorium: “Vivete una situazione pesante: tre terremoti. La faglia emotiva è pesante. Dobbiamo costruire un percorso che sia certo. Gli impegni presi saranno rispettati. Si deve riconoscere il diritto di ogni terremotato. Il nostro problema non sono i giornalisti. Arquata avrà le stesse risorse di prima nei tempi previsti. Non esisterà che le risorse verranno diminuite perché sono aumentati i comuni terremotati. La ricostruzione avverrà al 100%”. Ricostruiremo con adeguato miglioramento sismico. Ci saranno legalità e trasparenza nella ricostruzione. Esiste una lista dei professionisti al quale fare riferimento. Bisogna portare il progetto in banca che pagherà direttamente l impresa. Gli obiettivi sono bloccare il processo di spopolamento e adeguare il sistema infrastrutturale. La Salaria ha diverse frane. Bisognerà fare qualcosa anche per la banda larga per comunicazione del territorio. Aiutare con risorse di integrazione: reddito di 5 mila euro per commercianti. Bisogna costruire un nuovo lavoro. Nei prossimi giorni arriva il Cas, contributo per chi è in affitto. Casette,attività e chiese provvisorie per riportare in vita Arquata. Ci vorranno anni per ricostruire. Nella mia esperienza, la differenza tra chi si abbatte e chi si impegna è fondamentale. Dobbiamo costruire relazioni anche con gli altri Comuni”.

Prende parola per ultimo il Vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole: “Importante tenere salda la comunità. Il terremoto è perdita di fiducia e lo scoraggiamento arriva dopo la distruzione della casa. I volontari della nostra chiesa vi aiuteranno se avrete bisogno. Nelle casette ci starete anni ma li ricomincerete a vivere. Dal terremoto non si rinasce, si nasce”.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 682 volte, 1 oggi)