SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Il 20 luglio 2016 la Corte Costituzionale ha dichiarato bocciato l’l’articolo 10 della legge regionale 16 del 2015, nei fatti facendo scoppiare un caso in merito al “Piano Casa”, ci vogliate scusare il gioco di parole. Più di una voce si è levata, fra i ranghi della politica, sulla questione e tutte concordavano nel ritenere a rischio nullità i permessi edilizi rilasciati, un po’ ovunque nelle Marche (e anche a San Benedetto ovviamente), in forza di una legge poi dichiarata incostituzionale. Leggi qui.

Alle voci politiche, che fino ad ora si sono levate da Sel e Movimento 5 Stelle , si aggiunge anche quella dell’Udc che, tramite il coordinatore cittadino Fabio Bagalini lancia un preciso allarme circa la pianificazione urbanistica di San Benedetto, definita confusionaria, soprattutto in merito alle tipologie di intervento edilizio e all’interpretazione della loro regolamentazione.

Una prassi denunciata dai centristi è quella dei casi in cui “dopo aver demolito totalmente un edificio si concede di ricostruirlo con aumenti di volume, un notevole aumento di superfici utili e relativi carichi urbanistici, compensati solo a mezzo di illusorie economie e monetizzazioni. Poiché quasi sempre di nuova costruzione si tratta e non di ristrutturazione, quindi in presenza di aumenti di volumetria e di superfici, si dovrebbero mettere in atto tutte le distanze rispetto agli edifici contigui.”

L’osservazione, nei fatti, centra in pieno la materia del contendere individuata dalla Corte e, sostanzialmente, il partito chiede all’Amministrazione “di verificare ed accertare che tali previsioni di legge vengano rispettate ed applicate dagli uffici competenti di San Benedetto del Tronto, soprattutto nelle autorizzazione urbanistiche rilasciate negli ultimi tre anni.”

Inoltre, L’Udc chiede di “riprendere un cammino urbanistico nel quale sia di primaria importanza la redazione di un elaborato grafico che riassuma in sé ,in maniera chiara, lo stato attuale della pianificazione urbanistica cittadina, in particolare attraverso una planimetria generale aggiornata, una unica stesura delle Norme Tecniche di Attuazione,  una elaborazione grafica di dettaglio dello stato dei servizi pubblici”.

 

 

 

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