SAN BENEDETTO (AP) – Con il 2016, il premio letterario “Riviera delle Palme” è giunto alla sua XXXIII edizione. “Trentatré anni, e li dimostra tutti!” ha commentato scherzosamente il sindaco Piunti sabato 22 ottobre, intervenuto per l’occasione. In effetti, la storia del riconoscimento è lunga e ricca di grandi nomi: a partire dalla primissima edizione del 1984, che vide protagonista Luca Goldoni, negli anni seguenti la manifestazione ha richiamato molti giornalisti e autori di spicco, come Piero Angela, Umberto Eco, Antonino Zichichi, Niccolò Ammaniti e altri ancora. Non uno dei suddetti personaggi, ha ricordato Piunti, ha mancato di presentarsi per ritirare il premio; la loro presenza arricchisce annualmente il panorama culturale della città, che purtroppo fatica ancora a promuovere questo tipo di manifestazioni. La volontà di dare nuova vitalità a letteratura, teatro e tradizione, però, c’è e si fa sentire, e sta già dando buoni risultati.

Quest’anno il premio è stato assegnato al giornalista Mauro Mazza, già direttore del Tg2, in occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo, “Il destino del Papa russo”. La trama ha un taglio semirealistico, e propone un futuro prossimo in cui, dopo la morte di Bergoglio, verrà eletto pontefice un immaginario vescovo di San Pietroburgo. Papa Metodio, questo è il nome scelto dal protagonista, vuole riaffermare l’autorità della Chiesa in una società ormai laica, e a questo scopo cerca di avvicinare la religione cattolica a quella ortodossa russa. Si troverà, però, al centro di scandali e veleni, pressato sia dai mass media che da opposizioni interne, anche a causa della sua amicizia di lunga data con Vladimir Putin.

“Ho avuto l’ispirazione per scrivere questo libro” racconta Mazza “quando Bergoglio era ancora ai vertici del gradimento pubblico: ho dovuto constatare che l’attuale Papa, sebbene sia molto amato dalla gente, non è riuscito a convincere i fedeli a riempire nuovamente le chiese, né ad arginare il calo di adesioni ai seminari. Per questo, immagino che dopo di lui la Chiesa sarà sempre più divisa, ignorata da una società relativistica e laica.”

“Ho notato” continua il giornalista “che negli ultimi mesi anche altri autori stanno affrontando lo stesso tema nelle loro opere. Basti pensare a “The young Pope” di Sorrentino, che viene trasmesso proprio in questi giorni. Vuol dire che c’è fermento, il problema è reale e sentito.

Secondo me, il pericolo maggiore è che, con l’eccessiva laicità, si perda una parte fondamentale della nostra cultura. Già in Belgio, Natale e Pasqua sono rispettivamente la “festa d’inverno” e la “festa di primavera”; anche l’Italia sta cominciando ad avviarsi sulla stessa strada.”

Secondo Mazza, è negativo che Papa Francesco non prenda posizioni nette su alcune questioni sociali, come l’omosessualità. In questo modo, afferma, l’opinione pubblica ha perso un importante punto di riferimento.

La premiazione si è svolta nella sala consiliare di San Benedetto del Tronto. Mazza ha ricevuto, con molti elogi, una squisita statuetta argentata del gabbiano Jonathan Livingston, consegnatagli dal presidente del circolo Riviera delle Palme, Leo Bollettini.

L’incontro si è concluso con un piacevole duetto musicale dal vivo, a cura dei maestri Finucci e Basti.

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