Di Valentina Trenta

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nasce il progetto Ferrovia Salaria, da un’idea del comitato presieduto da Nazzareno Straccia. L’idea risale al 1871, ma il progetto non si è mai concretizzato.

“L’intento in prospettiva è quello di arrivare a qualcosa di concreto – spiega Straccia – lo snodo ferroviario intende collegare San Benedetto a Roma. Il progetto coinvolge in maniera diretta anche le zone terremotate. E’ chiaro che l’opera è fortemente orientata alla valorizzazione dei parchi nazionali, quello dei Sibillini, del Gran Sasso e Monti della Laga, al loro interno ricadono la totalità dei comuni coinvolti nell’ultimo sisma”

Quali sono i vantaggi di un’infrastruttura ferroviaria?

“Dal punto di vista storico, vorremmo sottolineare che la Salaria è una delle poche strade non associate a nessuna linea ferroviaria. Dal punto di vista dell’utenza, intendiamo formulare una richiesta che raccolga la voce di tutti i comitati già esistenti, evitandone la frammentazione. Vorremmo rimuovere le motivazioni che hanno portato alla bocciatura del DDL 262 del 2001, fornendo addizionali motivazioni che diano concretezza al progetto. Dal punto di vista ambientale, la ferrovia intende ridurre il volume di traffico sulle strade percorribili attualmente. Dal punto di vista turistico, collegare il Piceno agli aeroporti di Roma consentirebbe un ritorno turistico globale. Roma dispone di due aeroporti internazionali, Fiumicino e Ciampino, che sono due entry-points di primaria importanza per il turismo a livello nazionale”.

Il turismo potrebbe trarre benefici?

“Ovviamente, se si riducono i tempi di arrivo nel territorio essi potranno essere utilizzati per tutti gli elementi di attrazione turistica che il Piceno possiede, dalla storia alla gastronomia”.

I tempi di presentazione?

“E’ prematuro dare dei tempi precisi. Si tratta di un progetto a livello nazionale , quantomeno inter-regionale, con risvolti finanziari a livello europeo”.

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