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Sottofondo musicale “consigliato” ai nostalgici per la lettura, Kevin Lyttle – Turn Me On (anno 2004) – Canale YouTube Joshua Flores Tuz

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A San Benedetto, ad inizio anni 2000, la Movida non esisteva. O meglio, non era stato ancora inventato questo termine. Il divertimento giovanile stazionava, d’estate, tra Porto d’Ascoli e sul lungomare nord della città. Al centro erano presenti pochi locali rispetto ad oggi. Per andare a ballare c’era il “Da Luigi”. Per molti trentenni di oggi, o giù di lì, questo locale evoca sicuramente molti ricordi.

Una discoteca all’aperto dove poter ballare musica dance (ma non solo) e fare conoscenze, anche amorose. La vicina spiaggia era facilmente ispiratrice di romanticherie tra un ballo e l’altro. Dal 15enne al 20enne, il “Da Luigi” era il posto da frequentare. Tutti ricorderanno all’ingresso i buttafuori che selezionano e gestivano le entrate. E molti, tra cui il sottoscritto, evitavano la selezione e l’attesa passando per la spiaggia o entrando, di soppiatto, dal lato della struttura. Ciò durò comunque poco poichè la sicurezza venne messa anche in quei punti strategici.

All’interno del “Da Luigi” i vari Dj (all’epoca emergenti, adesso alcuni anche affermati) che si succedevano durante le serate sparavano la musica dance di Bob Sinclar, Gabry Ponte, Fargetta, Prezioso, Marvin, Gigi D’Agostino e tanti altri. In pista ragazzi e ragazze, con acconciature e vestiti che forse in molti ora si vergognerebbero, a darci dentro a ballare con un cocktail in mano. Sotto un cielo stellato i primi approcci e baci con l’altro sesso. E anche figure barbine e due di picche. Il “Da Luigi” non era solo discoteca ma anche ristorazione. Erano abituali le cene, feste di compleanno, scolastiche ma anche le prime serate letterarie. Era un perfetto mix creato ad arte dai fratelli Giudici (Carlo ed Erminio) e Capriotti (attualmente i gestori dello chalet Da Luigi) dal 2002 al 2005.

Abbiamo incontrato Carlo ed Erminio Giudici, ora titolari del Soriano in viale de Gasperi, per farci raccontare i loro ricordi di quel periodo.

Qual è il vostro primo pensiero riguardo al Da Luigi?

“Fu concepito come primo villaggio turistico in riva al mare a San Benedetto. Un luogo che forniva divertimento e intrattenimento di ogni tipo. Da quello musicale, ludico, sportivo e letterario. Non fu facile ma i nostri sforzi furono ben ripagati”.

Come organizzavate le serate?

“Non programmavamo gli eventi solo per il fine settimana ma anche nel corso. Ad agosto, solitamente, dal 10 al 20 c’era sempre una serata allestita. Dal latino americano alla musica dance ma anche concerti live, schiuma party e cene letterarie, le prime all’epoca. Inoltre cominciammo ad organizzare le serate revival anni 70/80”.

Punti di forza furono anche le caratteristiche della struttura, ampia e gradevole dal punto di vista estetico.

“Esatto, si prestava molto bene per le serate musicali e culturali ma anche alla ristorazione. Fummo inseriti nel periodico Max tra i cinque migliori stabilimenti d’Italia. Una bella soddisfazione. Inoltre erano presenti scuole vela, nuoto e fitness. Eravamo un locale polivalente, dalle mille caratteristiche”.

Qual era il vostro segreto?

“Penso l’aver curato non solo l’interno ma anche l’esterno del locale. Per farti qualche esempio, oltre ai buttafuori che gestivano la selezione all’ingresso e la sicurezza dei presenti, avevamo privatamente ristrutturato la pavimentazione adiacente allo chalet. Avevamo anche un’illuminazione privata collocata fra le palme vicine. Abbiamo sempre creduto che un buon decoro urbano portasse del beneficio ed è stato così”.

All’epoca avevate problemi di un’eccessiva’ Movida’?

“Ogni tanto, come dappertutto, l’eccesso di qualche ragazzo causava dei disagi. Ma in quel periodo il problema più grande era quello dei decibel. I clienti degli alberghi vicini si lamentavano della musica ad alto volume. La neogiunta Martinelli emanò un’ordinanza nella quale le attività musicali dovevano essere stoppate a mezzanotte. Una sorta di follia. Infatti quando fummo costretti a spegnere la musica ricordando che era per via dell’ordinanza comunale partivano fischi e urla di disapprovazione. Inoltre non c’erano i controlli presenti oggi”.

Un vostro pensiero sull’attuale Movida?

“Crediamo anche adesso che un buon decoro esterno del locale, non solo interno, possa portare benefici e meno episodi poco edificanti. Naturalmente i controlli sono importanti e necessari ma siamo sicuri che la buona gestione di un esercizio commerciale riduca di molto gli eccessi di qualche scapestrato”.

Il ‘Da Luigi’ era una sorta d’istituzione per i giovani dal 2002 al 2005.

“Naturalmente proviamo piacere a ricordare quel periodo. E siamo contenti quando ci ricordano ciò. Vedere tutti quei giovani scatenarsi alle nostre feste e divertirsi era davvero bello. Il nostro locale, inoltre, fece da trampolino a vari ragazzi che si esercitavano come Dj. Adesso molti di loro suonano in locali affermati di tutta Italia”.

Un aneddoto curioso del vostro periodo al ‘Da Luigi’ ?

“Ci viene in mente quella sera che nel locale erano presenti contemporaneamente il conduttore Teo Mammucari, il cantautore Francesco Guccini e il giornalista Giovanni Floris. Tre figure completamente diverse. Un’ulteriore dimostrazione che la nostra struttura era polivalente e aperta a qualsiasi genere”.

 

Foto rilasciata e autorizzata da Erminio Giudici

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