Da RIVIERA OGGI 1092, in edicola dal 3 al 9 ottobre

La Notte Europea dei Ricercatori è un simpaticissimo evento dedicato alle scienze, alle nuove tecnologie e alla condivisione; nato per iniziativa della Commissione Europea, ben undici anni fa, si è rapidamente imposto nel panorama internazionale.

Quest’anno, per concludere degnamente la Settimana della Scienza, trecento città in tutta Europa hanno aperto le strade a stand, spettacoli e dimostrazioni per grandi e piccini; il 30 settembre, la serata si è svolta in contemporanea internazionale, con oltre cinquanta comuni italiani partecipanti.

Gli incontri hanno cercato di avvicinare un pubblico non esperto alle basi della biologia, della fisica, dell’astronomia e di tanti altri ambiti ricchi di innovazioni, con lezioni ed interventi tenuti dagli stessi ricercatori locali. Non sono mancate dimostrazioni con attrezzature d’avanguardia, ospiti a sorpresa, laboratori interattivi.

La Notte dei Ricercatori propone non solo di divulgare concetti scientifici nel modo più semplice e divertente possibile, ma anche di avvicinare il pubblico a problematiche sociali estremamente attuali, e di collaborare per proporre soluzioni.

Ciascuna città ha potuto scegliere uno tra i sei macrotemi disponibili, intorno al quale è stato organizzato l’intero palinsesto: Bright, Closer, Luna, Made in Science, Society e Sharper sono state le proposte del 2016.

Sharper, in particolare, è stato il tema prediletto da Ancona, con la collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche: acronimo per SHAring Researchers’ Passion for Engagement and Responsibility, ha avuto seguito anche a Perugia e L’Aquila.

Mi è stato chiesto di fare un piccolo intervento sul palco di Piazza del Papa, nel centro anconetano; io ed un’altra ragazza rientriamo nel progetto FameLab Talking Science – Parla di scienza in tre minuti, un concorso rivolto ad aspiranti comunicatori scientifici; come suggerisce il titolo, abbiamo a disposizione tre minuti esatti per spiegare un argomento a piacere in modo chiaro ed immediato.

E’ il tardo pomeriggio del 30 settembre, e la Notte dei Ricercatori è già in pieno svolgimento; Piazza Roma e Corso Garibaldi pullulano di gazebo e di curiosi. Il mio discorso è previsto per le ventidue, ho tutto il tempo per guardarmi intorno; la prima cosa che salta agli occhi è che ci sono moltissimi bambini. Alcuni osservano sorridenti un acquario, in cui nuotano dei graziosi pesci pagliaccio; mentre le ricercatrici spiegano le tecniche di allevamento dei pesci tropicali, un volontario dello stand vicino esorta i presenti a guardare dentro un microscopio: sul vetrino si muovono centinaia di microscopiche diatomee.

Altri, in bilico tra meraviglia e disgusto, rimangono ipnotizzati dal brulichio di larve e vermi in una vaschetta di vetro; ad un lato, è esposto del pane ricavato dalla farina di cavalletta. Chissà che sapore ha?

La facoltà di ingegneria si è riservata un lato a parte della piazza; piccole stampanti 3D sono in piena attività, telecamere superpotenti mostrano ingrandimenti ad alta definizione di occhi di insetto e squame di serpente. Uno degli stand propone un curioso tiro al bersaglio: se fai centro, vinci un video del tuo lancio rallentato di circa cento volte.

Le attenzioni maggiori, però, vanno tutte all’auto da corsa che troneggia davanti alla fontana; la Peacock 3 è una vettura costruita interamente dagli allievi di ingegneria della Politecnica delle Marche, e quest’anno ha gareggiato su importanti circuiti internazionali di Formula SAE. Per i non esperti, la Formula SAE è una sorta di piccola Formula Uno; squadre di studenti in tutto il mondo lavorano un anno intero per progettare e realizzare i loro modelli partendo da zero; questi, poi, vengono esaminati sotto gli occhi delle più importanti case automobilistiche, in base alle prestazioni, i consumi ed i costi di produzione. L’università di Ancona è entrata nella competizione da soli tre anni, ma ha già dimostrato di possedere un team più che preparato: l’ultima classifica ha visto la Peacock 3 al terzo posto tra le auto con miglior rapporto qualità-prezzo, senza che questo abbia minimamente intaccato le sue capacità su strada. A vederla, l’auto si presenta piccola e leggera, con un design aerodinamico molto morbido e curvilineo; sembrerebbe quasi fatta per bellezza, ma l’apparenza inganna: sulla strada, può raggiungere i 110 Km orari.

Il pomeriggio trascorre tra laboratori interattivi e divertenti dimostrazioni; è il regno dei più piccoli, con i genitori al seguito addetti al trasporto dei palloncini. I pochi ragazzi preferiscono provare l’escape room, con indovinelli dedicati alle api.

Adulti e studenti universitari cominciano a radunarsi solo dopo cena, in Piazza del Papa, per gli eventi della tarda serata. Alle ore 21, sul palco ha inizio un singolare concerto: due ragazzi suonano in duetto con pianoforte e violoncello; musiche jazz e classiche, davanti a circa duecento spettatori. Descrivendola così, si direbbe una normale serata musicale; invece, l’incontro è molto particolare, perché entrambi i musicisti sono in diretta streaming, da due università a trecento chilometri di distanza l’una dall’altra. Il concerto è un pretesto per dimostrare la potenza di una nuova banda larga, in grado di veicolare ingenti traffici di dati.

Una volta terminato il preludio, il pubblico ha ormai riempito la scalinata della piazza; sono quasi tutti adulti maturi, attendono l’ospite a sorpresa. Che forse non è poi tanto a sorpresa.

Ma prima della grande entrata in scena, c’è ancora un intervento da fare; il presentatore spiega in breve di cosa si tratta, poi chiama me e la mia collega sul palco: è il momento del FameLab.

Il mio discorso si intitola “Alien attack!”, parlo di specie aliene; niente paura, non si tratta né di Alien né di ET, i cosiddetti “alieni”, in questo caso, sono animali rigorosamente terrestri, trasportati solo in un diverso habitat.

Il pubblico applaude, il discorso è simpatico, ma si capisce che aspettano altro; infatti, poco dopo, ecco che fa il suo ingresso Eugenio Finardi, con la sua Dolce Italia. Stavolta tutte le mani si sciolgono, alla musica si accompagna un’ottima presenza scenica; il concerto, sebbene di poca durata, conquista anche i più riluttanti.

Infine, anche gli adulti se ne vanno; è giunto il momento dell’evento di chiusura, la piazza è gremita di giovani. Si illuminano le cuffie, inizia la musica, e tutti cominciano a ballare e cantare nel silenzio generale: questo è il fascino surreale della Silent Disco, la discoteca più innovativa del momento. Le cuffie possono essere regolate in modo da cambiare stazione radio, cosicché ognuno ascolta quello che vuole. In Piazza del Papa si continua a saltare, a bere, a parlare in tutta tranquillità.

E intanto termina un altra edizione di Sharper, della Notte Europea dei Ricercatori; il prossimo appuntamento è a settembre 2017. Se siete curiosi, fateci un salto, non ve ne pentirete.

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