SAN BENEDETTO  DEL TRONTO- Per Sel la Regione Marche ha un bel problema, forse grosso come una casa. In una nota infatti, il partito sottolinea alcuni rilievi sulla sentenza della Corte Costituzionale numero 178 e datata 20 luglio scorso che ha ribadito l’incostituzionalità di un articolo di una legge regionale che nel punto in esame trattava il tema edilizia.

Procediamo per gradi però. L’oggetto della disputa è la legge della Regione Marche numero 16 dell’aprile 2015, con la quale, all’articolo 10, si modificava l’art.35 di un’altra legge regionale: la numero 33 del 4 dicembre 2014. Con la modifica, fanno sapere da Sel, sentenza della Corte alla mano, “la norma consentiva, prima dell’intervento giurisdizionale, anche interventi su singoli edifici non oggetto di un più ampio intervento di trasformazione in deroga ai limiti di distanza fissati dal decreto del Ministro dei lavori pubblici il 2 aprile 1968″. 

Questo tipo di deroga è consentito alle Regioni dal D.p.r 380 del 2001 ma solo se inserita all’interno di strumenti urbanistici di ampio respiro sostanzialmente, come i piani regolatori. La Corte in luglio ha infatti sottolineato e corretto “la parola «e» in luogo di «ovvero» e ha soppresso la parola «altra» all’interno del testo normativo regionale” che negli effetti consentiva (illegittimamente ha osservato la Corte) di passare sopra alle normative sulle distanze fra edifici anche per interventi singoli e non parte di strumenti urbanistici. In parole povere con la legge regionale dichiarata incostituzionale si potevano non rispettare le distanze fra edifici anche in lavori edili non regolati con piani urbanistici appositi.

Alla luce di questa, piuttosto articolata, premessa, Sinistra ecologia e libertà definisce “vergognoso il comportamento della Regione Marche che, cambiando quà e là delle preposizioni, voleva consentire interventi edilizi in deroga alle leggi ed è incappata in una sentenza di incostituzionalità e nel contempo ritiene “nulli ed illegittimi i permessi edilizi rilasciati in vigenza della norma dichiarata incostituzionale in estate”.

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