SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Ventiquattro ore o poco più e sarà di nuovo Samb-Fano, 7 mesi dopo l’ultima volta che il “Riviera” è stato teatro di un derby sempre molto acceso tra i granata e i rossoblu. Era il 14 febbraio e gli uomini di Palladini si imponevano per 1 a 0 con una rete di Mario Titone che, pronti via, al secondo minuto di gioco insaccava di testa, con caparbietà, dopo una concitata azione offensiva. Il resto della gara fu abbastanza teso con qualche occasione per i rossoblu che non riuscirono a raddoppiare e qualche brivido corso sugli spalti con Borrelli che, a poco più di 5 minuti dalla fine, coglieva una traversa clamorosa direttamente su punizione.

Sette mesi dopo le due formazioni si ritrovano di nuovo contro. E tanto è cambiato. Più dalle parti di Fano per la verità, con la squadra di Gabellini che, grazie al finale della scorsa stagione e al trionfo ai play-off, si è riuscita a regalare una Lega Pro inaspettata e a costo zero praticamente, visto il cambio improvviso di politica negli uffici di Gravina in materia di garanzie fideiussorie. Insieme al nuovo campionato dalle parti di Fano è arrivato anche un nuovo allenatore, l’ex Alessandria Giovanni Cusatis, assieme a qualche calciatore d’esperienza utile per la categoria.

Anche San Benedetto però, nell’arco di tempo preso in considerazione, ha visto passare parecchia acqua sotto ai ponti. A cominciare dagli idoli di una volta, come il mattatore dell’ultima sfida, quel Mario Titone che da eroe della cavalcata dello scorso anno ha preferito prendere l’uscita di servizio e “sgattaiolare” a Piacenza, più nell’indifferenza che nel risentimento del popolo rossoblu. Quel popolo probabilmente troppo inebriato dal ritorno tra i professionisti per prendersela con chi ha abbandonato la “nave”, anche perché, quella stessa nave, in estate ha visto una serie di arrivi e un via vai quasi da crociera nel Mediterraneo.

Dopo 3 giornate, 4 per il Fano, i punti che dividono i “cugini” in classifica sono due complice un avvio traumatico dei granata che solo nell’ultimo turno hanno portato a casa i primi tre punti dopo due sconfitte e un pareggio all’avvio. La Samb invece si è ritrovata a essere di nuovo una “macchina ” da trasferta, o almeno questo suggeriscono le tre uscite, due vittorie, a Macerata e a Gubbio dove si è vista la Samb più convincente e una sconfitta, non meritata in fin dei conti, col Mantova in casa quando qualcuno aveva iniziato già a storcere il naso e ad alludere a una rosa non all’altezza per gli impegni di quest’anno.

La vittoria di Gubbio suggerisce, come spesso accade nel calcio e non solo, che la verità sta nel mezzo e che quando c’è di mezzo il cuore, soprattutto tra i tifosi, l’obiettività difficilmente trova una “residenza confortevole”. Di certo Gubbio non rappresenta lo spartiacque della stagione e probabilmente neanche la partita col Fano. Un derby, alla quarta uscita tra le altre cose, che non potrà mai regalare un’istantanea nitida della faccia della Samb e con ogni probabilità servirà ancora qualche partita per inquadrare le reali potenzialità della rosa a disposizione di Palladini per poi tarare queste valutazioni sul tipo di obiettivi da perseguire in campionato.

Nel frattempo però i rossoblu ritroveranno l’abbraccio del tifo di casa e proveranno a sfatare il tabù casalingo che qualche passo falso lo riservò, al “Riviera”, anche in avvio della scorsa stagione. La sensazione infatti è che se questa squadra, “vocata” alla trasferta  per caratteristiche, riuscisse a trovare il giusto solco di prestazioni anche in casa, potrebbe riservare qualche sorpresa positiva in più ai propri fan.

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