ANCONA – Alternanza scuola-lavoro. Un modello didattico che si sta radicando sempre più anche nelle Marche e che ha lo scopo di fornire ai giovani, oltre le competenze di base, anche quelle utili per inserirsi nel mercato del lavoro.

In tale ottica rientrano i due provvedimenti adottati nell’ultima seduta della giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’Istruzione-Formazione-Lavoro, Loretta Bravi. Una prima deliberazione perfeziona il quadro dei titoli di studio conseguibili attraverso l’apprendistato cosiddetto di primo livello ( qualifiche professionali, certificato IFTS, Diplomi di Scuola Media Superiore ).In tal modo viene riconosciuto alle aziende che possiedono determinati requisiti, il ruolo di soggetto formatore che quindi , in un certo senso parificato all’istituzione formativa.

Con il secondo provvedimento è stato approvato uno schema di accordo tra la Regione Marche, le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro le Università, Fondazioni ITS e l’Ufficio scolastico Regionale finalizzato alla disciplina dell’apprendistato di alta formazione e ricerca “Con questi due atti – ha spiegato l’assessore Bravi- completiamo un percorso di regolamentazione regionale del sistema duale, cioè quella modalità di formazione-lavoro che consente ai giovani di conseguire un titolo di studio di scuola media superiore o universitario attraverso la formazione erogata sia dall’azienda dove lavora, sia dall’istituzione formativa che frequenta. Questi provvedimenti rappresentano compiutamente l’integrazione e l’interdisciplinarietà effettiva delle materie del mio assessorato perché sono convinta che sincronizzare concretamente il mondo del lavoro e il momento di apprendimento significa aprire la via ad una modalità virtuosa di formazione permanente lungo tutto l’arco della vita , garantendo al contempo di colmare quello scollamento che spesso esiste tra scuola e mercato del lavoro al momento della conclusione del ciclo di studi.

“In particolare, l’apprendistato di alta formazione e ricerca si configura in un contratto di lavoro per la formazione e l’occupazione dei giovani, finalizzato al conseguimento di un titolo di studio, con una durata pari a quella dei corsi ordinamentali. Quindi, attraverso questa tipologia di apprendistato possono essere conseguiti la laurea triennale e/o magistrale, Diploma di ITS, Master e dottorati di ricerca. Possono inoltre essere sottoscritti contratti di alto apprendistato per la realizzazione di una ricerca funzionale alle esigenze produttive e di sviluppo dell’azienda oppure è possibile realizzare in apprendistato il praticantato obbligatorio per l’accesso alle professioni. Per applicare tale contratto, sono necessarie tre parti: le imprese di tutti i settori che nel loro CCNL prevedano l’apprendistato e che siano in possesso di alcuni requisiti, ( spazi adeguati alla formazione, strumenti tecnico-professionali conformi alle normative, personale dedicato all’affiancamento degli apprendisti); giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni che vogliono conseguire un titolo di studio o effettuare una ricerca o il praticantato; l’istituto formativo ( Scuola media Superiore, Università , o Centro di Ricerca ). La normativa prevede un sistema di agevolazioni per i contratti di apprendistato stipulati nell’ambito del sistema duale che incentivano fortemente il datore di lavoro: dagli sgravi retributivi e contributivi agli incentivi fiscali e bonus occupazionali.

“E’ un sistema – ha concluso Loretta Bravi – che favorisce la collaborazione fruttuosa tra diversi ambiti e risponde a una duplice finalità: da una parte costruire un luogo ideale in cui i ragazzi apprendono gli strumenti del mestiere in modo responsabile e autonomo coltivando le opportunità di crescita; dall’altra porre le aziende nella condizione di operare una scelta strategica di investimento nella qualità del capitale umano”.

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