Il video mostra una rappresentazione al computer della localizzazione preliminare del piano medio di rottura (piano che approssima la faglia sorgente) del terremoto di Amatrice. Il piano è stato ottenuto da un modello matematico che utilizza i valori dello spostamento del suolo dovuti alla dislocazione profonda della faglia, ricavati da dati satellitari InSAR.
Il modello, benché attualmente basato su decine di migliaia di punti di misura, non è ancora definitivo e la posizione della traccia (o anche il numero delle faglie) potrebbe cambiare. (Fonte INGV)

ROMA – È stato pubblicato nella serata di ieri, martedì 30 agosto, il “Primo Rapporto di Sintesi sul Terremoto di Amatrice ML 6.0 del 24 Agosto 2016 (Italia Centrale)” redatto dal Gruppo di Lavoro INGV.

In questo documento preliminare di oltre 20 pagine, l‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha ricostruito un primo quadro di dettaglio della tragica sequenza sismica (3.001 eventi al 31 agosto, ore 8) iniziata una settimana fa esatta, analizzando i dati sismologici, geologici e geodetici raccolti dalle reti di monitoraggio e dalle squadre di ricercatori e tecnici provenienti da tutta la penisola.

Come potevamo aspettarci, il testo conferma “dati alla mano” una serie di analisi, ipotesi e dubbi già diffusi finora: dalla pericolosità nota dell’area al normale meccanismo distensivo dell’Appennino, dalla faglia dalla struttura complessa alla probabile attivazione di diverse. Potrebbero invece stupire le considerazioni sulla durata della scossa: sebbene le persone l’abbiano percepita di durata variabile tra 1 e 2 minuti, lo scorrimento tra le faglie sembrerebbe non aver toccato nemmeno i 10 secondi, ma appena 8.

L’area in cui si è verificato il forte terremoto rientra in una fascia sismica ben nota, molto pericolosa e già interessata nella storia antica e recente da altri forti terremoti: “L’attività sismica registrata è coerente con il quadro tettonico attuale dell’Appennino Centrale caratterizzato da un regime distensivo e da meccanismi focali normali”, si legge nelle prime pagine.

Quanto alla faglia sorgente, l’Ingv ha ottenuto un quadro armonico confrontando i dati registrati dalla Rete Sismica Nazionale (integrata da strumenti temporanei subito dopo la scossa delle 3.36), i dati satellitari (LINK), sia GPS che SAR, e le analisi di terreno. Sono in corso ulteriori indagini ed elaborazioni, che chiariranno meglio l’accaduto e potranno fornire indicazioni sugli scenari futuri.

La struttura responsabile dell’evento sismico (faglia sismogenetica) è orientata in direzione NNO–SSE e si estende per 25-30 km tra i centri di Norcia (a nord) e di Amatrice (a sud). L’area interessata dalle repliche (aftershocks) copre oltre 300 km2, mentre il volume crostale coinvolto ha una profondità di circa 10 km.

La faglia che si è attivata con il terremoto è caratterizzata da una geometria complessa: un piano principale immergente da est a ovest, si è mosso con una direzione bilaterale della rottura, dalla zona di Accumoli verso le due estremità dalla faglia, che però non si è mossa nello stesso modo per la sua intera estensione. Al suo interno sono state identificate due aree dove è avvenuto il movimento co-sismico più importante, dell’ordine di 1 metro: “Non è ancora chiaro se esiste continuità tra le due parti di faglia che hanno generato la scossa principale di ML 6.0, vale a dire se sia rotto un unico segmento di faglia, oppure se la rottura cosismica abbia interessato due segmenti differenti separati dalla discontinuità strutturale dell’Olevano-Antrodoco”.

“La sismicità del volume sismogenetico nel settore NW (quello compreso tra Accumoli e Norcia) è molto dispersa e suggerisce l’attivazione di diversi segmenti di faglia a seguito della scossa principale del 24 agosto. In particolare – continua il Rapporto – l’andamento delle repliche mostra l’attivazione del segmento di faglia del Monte Vettore e di diverse strutture antitetiche immergenti verso NE.
Le repliche di magnitudo maggiore sono concentrate ai margini del volume sismogenetico, sia a nord-ovest che sud-est. In particolare, la sismicità nella zona di Amatrice mostra l’attivazione del sistema di faglie dei Monti della Laga, già attivato durante la sequenza dell’Aquila del 2009″.

Lo spostamento improvviso della faglia alle 3:36 del 24 agosto, non è durato neanche 10 secondi, ma la popolazione ha percepito una scossa maggiormente prolungata, di 1 o 2 minuti: “La modellazione delle registrazioni accelerometriche (strong motion) disponibili – spiega l’Ingv – ha permesso di ottenere un primo modello, molto preliminare, della propagazione cosismica della rottura durante la scossa principale. La durata della rottura è di circa 8 secondi, se si adotta un modello a velocità di rottura costante”.

Anche gli spostamenti rilevati in superficie confermano questa geometria della faglia, ma i movimenti rilevati finora sulla scarpata (area del Monte Vettoretto), sono al massimo di 15-20 centimetri. Questa differenza tra spostamento in profondità e in superficie viene spesso osservato per questo tipo di terremoti (faglie normali).

Analizzando i dati dei satelliti, l’Ingv ha verificato inoltre che il settore a ovest della faglia è stato ribassato durante il terremoto e che in superficie ne è conseguito un abbassamento di 10-20 cm di una zona allungata parallelamente alla direzione della faglia (NNO-SSE).

“Questo primo quadro interpretativo – conclude il Rapporto – ci permette di analizzare i dati e le nuove osservazioni, incluse quelle provenienti dalle campagne di misura nell’area, al fine di implementare le interpretazioni e verificare ipotesi. Questo è fondamentale per analizzare e interpretare l’evoluzione spazio-temporale della sismicità e comprendere i processi di generazione dei terremoti in questo settore dell’Appennino”.

Attualmente l’Ingv sta provvedendo anche alla revisione dei terremoti avvenuti nei giorni scorsi. In particolare, i dati forniti dalle stazioni sismiche di Norcia (NRCA) e Amatrice (SMA1), acquisiti 24 ore dopo l’evento, hanno consentito di localizzare in maniera più accurata la scossa più forte, soprattutto circa il valore della profondità. Per il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 3:36 del 24 agosto è stata ottenuta una profondità pari a circa 8 km.

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