SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Replica il successo, come da pronostico, la seconda serata del “Cabaret amoremio!”, tenutasi al Palariviera di San Benedetto e non al Parco delle Rimembranze di Grottammare, causa previsioni meteo.

Laura Freddi da subito il via alla gara e introduce i sei concorrenti, che hanno a disposizione 7 minuti ciascuno, per divertire il pubblico accorso.

Apre le “danze” lo spezzino Giancarlo Di Biase, segue Elena Ascione, che ironizza sui suoi problemi di linea e sulla poca confidenza con i camerini. Poi vanno in scena I toscani Progildan, un trio di maldestri pompieri alle prese con dei corsi di addestramento alquanto bizzarri. Poi è la volta di Ciro Cavallo, in uno sketch muto in cui interpreta, da un punto di vista surreale, i gesti quotidiani della vita. Segue Luca Ciardullo, che descrive con astuta malizia le reazioni della coppia davanti alla visione di film hard. Infine è la volta del duo trentino Toni Marci, che inscena un paradossale provino del Grande Fratello.

Dopo il concorso, fa il suo saluto al pubblico Enzo Iacchetti, seguito costantemente dal poeta disturbatore.

Incanta l’intera sala, la voce di Simona Samarelli che interpreta con maestria il brano “Credo ancora nell’amore”.

Successivamente, è la volta del comico di Zelig e Colorado cafè, Alberto Patrucco. Si esibisce in un incessante susseguirsi di gag aventi per soggetti i personaggi famosi, rappresentandoli in maniera dissacrante e satirica; unendo la genialità dei doppi sensi alle loro caratteristica personalità. Il picco del divertimento è stato raggiunto alla fine dell’esibizione, in cui Patrucco, ironizzando sulla morte, introduce una carrellata di epitaffi improbabili ed esilaranti che immagina di trovare scritti sulle lapidi di ciascun vip.

Divertente la presenza dei due disturbatori, il poeta impacciato che non smette di importunare Iacchetti e l’elettricista, che si improvvisa tastierista di successo, e poi del comico vincitore dell’edizione 2013 del Festival.

Subito dopo, il momento più atteso, l’ingresso del vincitore dell’Arancia d’oro 2016 Diego Abatantuono. Il mostro sacro della comicità italiana ripercorre con Enzo Iacchetti tutta la sua carriera, da film comici come “Attila, il flagello di Dio” a più interiori come il premio Oscar “Mediterraneo”. Le domande di Iacchetti vengono scandite da filmati che ritraggono  scene salienti dei film che hanno formato la carriera di Abatantuono. Oltre a vicende inerenti il mondo dello spettacolo, il comico racconta altresì episodi della sua vita personale: da quando cercò in tutti i modi di evitare il trasferimento in Sicilia, in seguito alla chiamata al servizio militare, a quando rinunciò all’ultimo momento ad un provino da musicista, per paura di confrontarsi con dei prodigi della musica, molto più giovani di lui. Non poteva mancare un breve derby comico tra Iacchetti ed Abatantuono sulle loro rispettive squadre del cuore, Inter e Milan, accennando ad una parodia delle società milanesi in versione cinese. Le interazioni con il pubblico, il suo atteggiamento amichevole e il suo fare rilassato (con tanto di ventilatorino elettrico) sono di certo la chiave di lettura del suo grande successo.

Il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini, subito preso di mira con qualche freddura, consegna personalmente l’Arancia d’Oro a Diego Abatantuono, elogiandone tutte le doti di comico, attore e sceneggiatore.

Infine, viene finalmente consegnato il premio alla vincitrice del Festival, la simpatica comica torinese Elena Ascione, la quale rilascia delle dichiarazioni a Rivieraoggi: “Sono felice di vedere con quanto calore mi abbia accolto il pubblico, devo ammettere tuttavia che non mi aspettavo questo risultato. Anche se ero ero concentrata al massimo sulla mia esibizione, e anche se da dietro le quinte non riuscivo a vedere gli altri comici sul palco, non appena sentii gli appalusi, mi resi conto che avevo di fronte dei concorrenti davvero validi.”

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