ANCONA – E’ stata prolungata di altri due mesi e mezzo la chiusura della Fossa di Pomo, il tratto di mare al largo del confine tra la costa marchigiana e quella abruzzese da un anno interdetto all’attività di pesca per favorire il ripopolamento di merluzzi, naselli e scampi. A darne notizia è la Coldiretti Impresapesca dopo che il Ministero ha pubblicato il decreto con cui dispone il prolungamento del blocco fino al 16 ottobre prossimo.

La zona resta dunque off limits per la pesca a strascico, mentre viene consentita agli altri sistemi di pesca e alla pesca turismo, previo però lo sbarco delle attrezzature per lo strascico. Il transito nella zona dovrà, inoltre, avvenire seguendo rotte dirette e a velocità costante non inferiore ai sette nodi.

La decisione di chiudere la zona, informa Coldiretti Impresapesca, era stata presa a causa della forte diminuzione del pescato, creando però notevoli disagi alla flotta marchigiana, e in particolare alla marineria sambenedettese, assieme a quelle di Porto San Giorgio e Civitanova, con le imbarcazioni costrette a concentrare la propria attività in una zona ristretta di mare, sulla quale si sono moltiplicate le catture del pesce. A causare malumore anche le violazioni del blocco da parte di pescatori dell’altra sponda dell’Adriatico, nonostante la scelta sia stata presa di comune accordo dalle autorità italiane e croate.

Il prolungamento della chiusura della Fossa di Pomo ha ora l’obiettivo di consentire, nelle intenzioni del Ministero, una valutazione più attenta della situazione attuale, sulla base della quale decidere poi per l’eventuale riapertura alla pesca o per l’ulteriore prosecuzione del fermo.

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