ANCONA – Cresce la produzione di birra artigianale nelle Marche, con i microbirrifici che nel giro di un paio di anni sono raddoppiati, arrivando a quota sessanta, per soddisfare i circa 670mila marchigiani che bevono “bionde” e “rosse”. Ad affermarlo è la Coldiretti regionale, in occasione della giornata della birra promossa nella rete di Campagna Amica su tutto il territorio nazionale.

Secondo un’analisi Coldiretti sui dati Istat, consuma birra quasi un marchigiano su due sopra gli 11 anni (48 per cento), ma con un 4 per cento di appassionati (oltre 50mila) sulla cui tavola il boccale non manca mai, soprattutto con l’arrivo del caldo. Un trend che ha trainato il boom dei microbirrifici, che oggi producono quasi trecento tipi di “bionde”, “rosse” e “scure”, con la nascita di esperienze di filiera corta costruite con l’impiego dell’orzo aziendale in un contesto produttivo a ciclo chiuso garantito dallo stesso agricoltore.

La nostra regione, tra l’altro, ricorda Coldiretti, è la quinta in Italia per produzione di orzo. Al tempo stesso, parallelamente alle versioni “classiche” sono sorte esperienze legate ad altri tipi di specialità del territorio, come la birra alle visciole o la birra al miele. In questa situazione di grande dinamicità, a supporto della trasparenza dell’informazione dei consumatori, è però necessario qualificare le produzioni nazionali con l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine, per evitare che vengano spacciati come Made in Italy produzioni straniere.

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