SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Si può considerare nato un asse tra San Benedetto e Roma. Nei giorni scorsi infatti l’assessore Filippo Olivieri, che ha anche la delega alla pesca e al porto, assieme al consigliere delegato Mario Ballatore ha incontrato il sottosegretario di stato del Ministero delle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione e Riccardo Rigillo Direttore Generale Pesca.

Con l’ex vice di Cuffaro in regione Sicilia e Rigillo, sono state messe sul tavolo “principalmente due istanze” riferisce Olivieri. “La prima riguarda la Fossa di Pomo (avvallamento del Mar Adriatico fra Marche e Abruzzo n.d.r.) per la quale avevamo caldeggiato la riapertura dopo il fermo biologico ma nel frattempo il Ministero ha varato un decreto che dispone il blocco fino al 16 agosto. In ogni caso- prosegue il politico- abbiamo chiesto che vengano prese misure attive per impedire nel periodo in esame la pesca da parte dei palangari, al fine di preservare i cicli biologici della fauna”. Che ci sia un problema nel controllo di chi pesca in quella zona è emerso più volte e la delegazione sambenedettese ha anche proposto ai vertici di Roma, per i pescatori,  un futuro corso di formazione sui cicli biologici.

La seconda grande istanza, forse quella che sta più a cuore alla marineria locale, è il tanto discusso dragaggio del porto. In questo senso, svela Olivieri, l’amministrazione pensa di muoversi cercando di “attirare fondi da più parti, sfruttando la doppia competenza di regione e stato a cui è soggetta l’area portuale”. Dopo l’incontro romano, a cui hanno partecipato anche Nazzareno Torquati del Ceimas e Giovanni Romani della Cooperativa Progresso, le parti si sono date appuntamento a dopo l’estate quando al tavolo ministeriale dovrebbe sedere anche il sindaco Pasqualino Piunti.

Nel frattempo, spiega Ballatore, “sono state gettate le basi burocratiche per le operazioni di dragaggio attraverso l’inizio degli studi per la preparazione della scheda di bacino” documento necessario a valutare l’impatto degli agenti inquinanti rilasciati a seguito dei lavori di scavo della draga.

Nel frattempo, l’amministrazione, che sta valutando la rivalutazione dei vari magazzini e locali in disuso al porto con l’idea di una loro ridestinazione commerciale (negozi, B&B ecc.) che è anche parte dei punti programmatici del costituendo Gac, nell’immediato ha trovato alcuni fondi da destinare al mercato ittico. Si tratta di circa 30mila euro che verranno utilizzati per il rifacimento dei bagni e altri lavori di manutenzione, che fanno il paio con il ripristino delle 9 colonnine della banchina Malfizia per l’approvvigionamento di acqua alle imbarcazioni.

 

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