ANCONA – Si rinnova la collaborazione tra la Regione Marche e Corpo Forestale dello Stato: lo sancisce la nuova Convenzione firmata questa mattina tra il presidente della Giunta, Luca Ceriscioli e il Vice Comandante Regionale Vicario del Corpo forestale dello Stato, Fabrizio Mari, per l’impiego della Forestale nell’ambito delle competenze regionali. Definite le attività del Corpo Forestale dello Stato che collabora con la Giunta regionale secondo le modalità dell’apposita Convenzione, tenendo conto del processo di riordino in atto.

Un rapporto di collaborazione consolidato, avviato dal 1984, che ha dato risultati eccellenti nei tradizionali settori della lotta agli incendi boschivi, della tutela dell’ambiente, in particolare degli ecosistemi forestali, della flora e della fauna, del paesaggio, del suolo e dell’assetto idrogeologico del territorio, e in settori innovativi come i controlli sugli Ogm e la tutela della sicurezza agroalimentare. “Collaborazione proficua che ha permesso di garantire la sicurezza dei cittadini in termini di prevenzione” ha sottolineato il presidente Ceriscioli rimarcando quanto “l’attività del Corpo forestale sia necessaria alla tutela del territorio e quanto abbia inciso nella consapevolezza crescente del rispetto per l’ambiente”.

Il Vice Comandante Mari ha espresso soddisfazione per una collaborazione divenuta ormai storica con la Regione, evoluta negli anni, e che ha permesso di svolgere in piena efficienza “l’attività di tutela del nostro bel paesaggio marchigiano da preservare in futuro”. La Convenzione, di durata triennale, stabilisce che l’onere finanziario a carico delle Regione ammonta a 130 mila euro annui.

Sono stati oltre 11.000 i controlli che il Corpo forestale ha svolto nel 2015, in attuazione della convenzione con la Regione e del conseguente Programma annuale delle attività convenzionate, contestando illeciti amministrativi per 327.000 euro e accertando 44 illeciti penali. In particolare i tassi di illegalità più elevati sono stati rilevati nel settore dei controlli delle attività agrituristiche, dove sono state contestate oltre 100 sanzioni per un importo totale di 70.000 euro. Tra le collaborazioni il supporto per giungere alla stesura di testi normativi come la L.R. n. 6/05 “Legge Forestale Regionale” , la L.R. n. 71/97 sulle attività estrattive e quella sulla valutazione di impatto ambientale o il recente “Schema di Regolamento del Verde Urbano e delle Formazioni vegetali caratterizzanti il paesaggio rurale marchigiano” che i Comuni stanno recependo.

Di rilievo le attività di monitoraggio e analisi del territorio che il CFS ha svolto nel corso degli anni, che hanno costituito la base per una corretta gestione del territorio rurale e montano, quali il “Monitoraggio delle cave dismesse” nell’ambito del P.R.A.E. (Piano Regionale Attività Estrattive), il supporto nella redazione del Piano Regionale Antincendio Boschivo, la “Analisi di Settore UTIL.FOR.”, dedicata al bosco e alla selvicoltura marchigiana o il più recente “Censimento delle Formazioni Vegetali Monumentali” essenziale riferimento per il censimento nazionale degli alberi monumentali, attualmente in corso. Tra le attività innovative previste dal nuovo Atto d’Intesa, è in corso di attuazione il programma di monitoraggio e controllo del rilascio del Deflusso Minimo Vitale delle piccole derivazioni ad uso idroelettrico, che vede il CFS impegnato nelle verifiche sulla presenza della quantità di acqua necessaria per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali e torrentizi. Nell’ambito della Sicurezza del territorio montano e rurale, il CFS fornisce supporto alle attività di ricerca di persone disperse e provvede ad un monitoraggio delle situazioni di emergenza, in caso di criticità ambientali (frane, dissesti, esondazioni).

Importante la sorveglianza nelle aree naturali protette, che coprono il 10% del territorio regionale, e nei siti della Rete Natura 2000: la presenza del Corpo Forestale dello Stato (8531 controlli nell’anno 2015) va al di là della sorveglianza concretizzandosi in collaborazioni per progetti di educazione ambientale, monitoraggio e tutela della biodiversità, quali la popolazione di lupo nelle Marche o il monitoraggio della colonia di camoscio appenninico presente nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. E poi, le attività di prevenzione, repressione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.

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