SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Orgoglio Civico che parla a nome del suo presidente Benito Rossi:

“Due realtà operative al servizio dei cittadini che per decenni si sono differenziate per condizionamenti politici, culturali e modalità assistenziali. Poi arriva la decisione politica di costruire la ASUR unica (ASUR 5) con l’obiettivo di ottenere la migliore sintesi assistenziale.  Invece no! l’integrazione non decolla e nulla a tutt’oggi è cambiato. Solo spostamenti tattici senza una logica sanitaria.
Anzi di più, si riunisce la conferenza dei sindaci, e nonostante tutto, il miglior denominatore che prevalere nell’incontro è il politichese. In piena stagione estiva si scopre che l’integrazione tra pronto soccorso e 118 non esiste, se non per pura apparenza: tra il periodo invernale e primaverile cosa è stato monitorato?

Addirittura si annuncia lo spostamento di tre anni la chimera dell’Ospedale unico: una vera e propria presa per i fondelli per il popolo piceno ma, nonostante tutto, nessun sussulto, solo aria ecumenica.

Dunque la risultante oggettiva ad oggi è una forte discrepanza programmatica tra il breve, medio e lungo termine,  dove nei meandri delle operatività a farla da padrone sono i conflitti interni tra il personale che non trovano soluzione se non nelle aule dei tribunali. Alla politica interessano riferimenti affidabili, a prescindere di tutto, al di là di ogni risposta meritocratica, ma poi questi sono i risultati.

Nel breve termine possiamo dire che di fronte alla stagione estiva le risorse regionali avrebbero dovuto prevedere su tutto il territorio costiero, non solo per San Benedetto, organizzazioni diverse che prevedessero un reale funzionamento del terzo ambulatorio ma anche altre risposte organizzative realmente efficaci e proporzionate rispetto l’aumento della popolazione estiva ( maggiore forza alle guardie turistiche attraverso personale proveniente dai pronto soccorsi storici, ad es. Separazione Organizzativa tra personale che opera in pronto soccorso e personale che opera al 118).

Le calche in attesa al pronto soccorso a volte diventano disumane ma evidentemente in conferenza dei sindaci non arrivano notizie reali e precise piuttosto si preferisce il bon ton.”

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