SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Ci sono pochi dubbi ormai: Paolo Perazzoli sarà consigliere. Intervistato da Riviera Oggi (la lunga chiacchierata con l’ex sindaco sarà pubblicata nei prossimi giorni) l’esponente del Pd ha dato anche delle percentuali sulle chances che si avranno di vederlo al “debutto” del nuovo assise di sabato pomeriggio: “Direi che siamo vicini al 90% di probabilità che prenda posto fra i consiglieri di minoranza-spiega- in ogni caso la decisione definitiva mi riservo di prenderla questa sera, solo un fatto altamente scatenante potrebbe farmi cambiare idea”.

La situazione del suo partito però, in termini di quiete, non può certo essere paragonata a un resort alle isole Figi, con Sabrina Gregori che per ultima si è sfogata dopo la perdita della carica di Segretario, accusando il partito di aver raggiunto “un livello bassissimo” e esortando lo stesso Perazzoli a sedersi fra i banchi della minoranza per non tradire l’elettorato. In risposta lo sfidante di Piunti alle elezioni dice, non senza ironia, che “adesso che siederò in consiglio magari la farò contenta, per il resto che il nostro partito avesse raggiunto certi livelli me ne ero già accorto da tempo e lo avevano capito in molti”.

Nel frattempo lo stesso politico ha avuto tempo, all’ora di pranzo, di incontrare anche il futuro presidente del consiglio comunale Bruno Gabrielli, probabilmente in previsione dell’annunciato coinvolgimento della minoranza che il neo sindaco vuole importare come tratto distintivo di questo suo mandato. Perazzoli annuncia anche la costituzione, a breve, di un’associazione che, parole sue, “cercherà di unire diversi personaggi e forze politiche, da esponenti Pd fino all’Udc, passando per i socialisti” spiega.

Chiusura infine sul ricorso al Tar con Perazzoli che ha voluto smentire qualche voce in merito a possibili impedimenti riguardo alla pronuncia del tribunale in caso di celebrazione del primo Consiglio. “Non è affatto vero- precisa l’ex sindaco- il Tar ha trenta giorni per emanare l’eventuale sospensiva e su ciò non incide la celebrazione del primo Consiglio”.

Visto che Perazzoli parla di sospensiva e chiaramente cita i trenta giorni di tempo è probabile che il Partito Democratico stia pensando, o abbia già deciso,  di accompagnare il suo ricorso al tribunale di Ancona a un’istanza cautelare il cui presupposto è un pregiudizio grave e irreparabile e per la cui pronuncia nel merito occorrono appunto 30 giorni: 20 giorni dalla notifica del ricorso per la fissazione dell’udienza in camera di consiglio e 10 giorni dal deposito per la decisione, per l’art. 55 del codice del processo amministrativo (d.l. 104 del 2010).

 

 

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