Da Riviera Oggi Estate n. 1080, in edicola da venerdì 1 luglio

ROMA – Carolina, Caroline, CRLN: non è un gioco di parole, è Carolina Guidi, la giovane cantautrice rivierasca da poco nuova e unica voce femminile di Macro Beats. CRLN è il nome d’arte, “Caroline” è l’EP di esordio. “Non immaginavo di fare questo lavoro e soprattutto non avrei mai pensato di entrare a far parte della mia etichetta discografica preferita, anche se forse inconsapevolmente lo volevo – dice l’artista classe 1993 – Comunque rimango con i piedi per terra e continuo a studiare Grafica all’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ un ambito che mi sarà molto utile per la musica”. Il primo album è stato realizzato in stretta collaborazione con Macro Marco e presenta influenze dancehall, hip-hop, elettroniche: “Marco sapeva quali artisti mi piacciono e ha cercato di cucirmi addosso un vestito adatto a me. Amo molto il connubio tra elettronica di tipo riflessivo e voci chiare, quindi ho cercato di riproporre questo genere, mettendoci dentro anche un po’ di pop, visto che vengo da quel tipo di cultura”. Carolina è reduce da tre showcase di emozione allo stato puro tra Milano e Roma e pensa già ai progetti futuri, tra cui un nuovo EP: “Di solito traggo l’ispirazione per scrivere da ciò che mi succede, raramente ho preso spunto da storie di amici – spiega CRLN – Non penso mai a vecchie vicende, mi è successo solo con il pezzo registrato negli studi Red Bull di Parigi”. Una carriera iniziata da poco, ma già molti aneddoti da raccontare.

Carolina, quando è nata la tua passione per la musica? 

“La musica è un hobby che ho portato avanti sin dalle medie: studiavo canto e facevo un corso di chitarra a scuola. Poi però ho lasciato tutto, perché volevo che rimanesse un hobby ed ero talmente timida da non voler partecipare ai saggi di fine anno”.

Quali sono state le tue prime esperienze musicali a San Benedetto?

“Ho iniziato con gli amici del mio quartiere, ma non ci siamo mai esibiti di fronte al pubblico. Poi ho fatto parte di un gruppo dal nome ‘Desdemona’, con cui ho partecipato per due anni a un concorso. Mi sono divertita molto, ma non posso dire che eravamo bravi. Questa esperienza è durata quattro anni, poi ognuno ha preso strade diverse. Io mi sono avvicinata all’hip-hop e ho intrapreso delle collaborazioni con i rapper della zona, ma sentivo che stavo perdendo la mia identità, quindi sono tornata nella mia camera con la chitarra e l’ukulele”.

In che modo è iniziata la collaborazione con Macro Beats?

“Postavo cover di canzoni pop su Youtube e poi su Instagram e nel frattempo seguivo Macro Beats, la mia etichetta discografica preferita. E’ stato a febbraio/marzo 2015 che Macro Marco ha iniziato a mettere ‘mi piace’ ad alcuni miei video su Instagram ed è diventato mio follower. Poi sono andata a vedere un concerto di Mecna – un cantante del suo team – a Roma, perché sapevo che lui era lì e speravo di conoscerlo, ma non ci sono riuscita. Quindi gli ho scritto direttamente sulla chat di Instagram e abbiamo scoperto di essere vicini di casa a Roma. Ci siamo incontrati diverse volte quando veniva in Italia per organizzare serate dancehall, parlavamo e io gli chiedevo sempre dei miei idoli. Passata l’estate a San Benedetto, sono tornata a Roma e Macro Marco mi ha chiesto di far parte della sua etichetta discografica. All’inizio non ci credevo, perché tendo molto a sminuirmi, ma poi ho accettato senza pensarci”.

Sei l’unica donna di questa etichetta discografica. Come ci si sente?

“Mi fa molto piacere, ma non è l’unica cosa di cui mi sento onorata: Macro Marco ha ricominciato a produrre praticamente con me e mi trovo benissimo con tutta la squadra. Sono come dei fratelli maggiori. Diciamo che sono la ‘piccolina’ della situazione”.

Com’è cambiato tuo rapporto con la musica?

“Sin da quando ero piccola, quando mi succede qualcosa di negativo vado in camera mia e mi canto qualcosa. Ora continuo a farlo, ma con un obiettivo. La musica è ancora un piacere, ma forse ho perso un po’ il lato dell’hobby, anche perché ultimamente sono stata impegnata con tutta la parte promozionale dell’album”.

Un bilancio, soprattutto emotivo, degli showcase a Milano e a Roma.

“Non salivo su un palco da anni, quindi è stato molto emozionante, anche perché vedevo la gente che cantava le mie canzoni. Prima di iniziare lo show avevo l’ansia, come sempre, ma per fortuna sul palco non sono sola: c’è Alberto Brutti, di Grottammare, che mi dà un grande aiuto. Mi sono divertita”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sto scrivendo il nuovo album e sicuramente durante l’estate mi esibirò in altri showcase, magari passando per San Benedetto. Sto pensando di abbandonare la chitarra durante i live e di comprare una pedaliera per gli effetti vocali, perché mi piace molto sperimentare. Ovviamente siete tutti invitati alle mie prossime esibizioni”.

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